I COMITATI DI ACERRA INVIANO UNA LETTERA ALL'EUROPARLAMENTO

«Termovalorizzatore, criticità ancora non superate»

Secondo i cittadini, l'impianto e la sua gestione non sono conformi «all'Autorizzazione integrata ambientale. E non ci sono centraline di rilevamento»
28 febbraio 2012 - Annalisa Aiardo
Fonte: Roma

ACERRA. «Le criticità dell'inceneritore non sono state affatto superate». Parola degli attivisti locali che in una nota integrativa hanno aggiornato la situazione dell'impianto alla Commissione petizioni del Parlamento europeo, riunitasi lunedì per discutere del Piano di smaltimento approvato dalla Regione. A Bruxelles, infatti, tra i punti all'ordine del giorno è stata nuovamente inserita la petizione presentata dalle "Donne del 29 agosto" e dal "Comitato contro il mega inceneritore" nel 2008. Nella missiva, gli ambientalisti sottolineano «le criticità riscontrate dalla stessa commissione durante la missione in Campania (2830 aprile 2010)». Evidenziando come nel documento approvato dopo la visita, l'organo europeo ha espressamente ravvisato che l'impianto è stato costruito senza che i cittadini fossero informati sul rispetto delle norme esistenti in materia di valutazione di impatto ambientale, mentre permangono gravi dubbi sulle «caratteristiche dei rifiuti inceneriti e possibili residui di sostanze tossiche prodotti, che restano sul territorio sotto forma di ceneri o liquami». I parlamentari europei sono stati anche informati sui controlli effettuati successivamente. Le associazioni tirano in ballo quanto relazionato dai tecnici della Provincia nel sopralluogo del 12 luglio 2010: «La non esatta osservanza del piano di monitoraggio e controllo, delle normative in materia di deposito preliminare, imballaggio ed etichettatura dei rifiuti pericolosi, e la mancata inertizzazione del polverino». Insomma, «l'impianto non è conforme all'Autorizzazione integrata ambientale (Aia), e la sua gestione non avviene in modo conforme alla stessa Aia». Altre note dolenti, la mancata trasparenza sulla qualità dei rifiuti conferiti, le modalità di smaltimento delle ceneri e le emissioni in atmosfera: «Rimosse le centraline di rilevamento delle emissioni, gli unici dati sono quelli forniti dalla società che gestisce l'impianto, senza alcun controllo da parte di organismi indipendenti. L'ultimo incontro dell'osservatorio ambientale è del 20 ottobre 2010 e ad oggi non risulta prorogato per l'anno in corso». Ma anche l'assenza delle opere di messa in sicurezza del territorio e il fatto che nonostante l'emergenza in Campania sia stata dichiarata cessata al 31 dicembre 2009, all'inceneritore rimane la presenza dei militari. Infine, si sollecita Bruxelles a "«pretendere le bonifiche», manifestano contrarietà all'utilizzo delle risorse Fas 2007/2013 per l'acquisto dell'impianto da parte della Regione.

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