AUDIZIONI VISITE ANCHE A TERZIGNO, ACERRA E SANTA MARIA LA FOSSA

Gli eurodeputati a Chiaiano

Ieri la decisione della commissione Petizioni, alla cui riunione era presente anche il commissario Potocnik: nelle prossime settimane la visita dei rappresentanti continentali. E restano sempre in bilico i finanziamenti
28 febbraio 2012 - Mariano Rotondo
Fonte: Roma

NAPOLI. Chiaiano, Terzigno, Acerra e Santa Maria la Fossa. Quattro mete per una nuova spedizione europea tra le località della monnezza campana, napoletano e casertano insomma, le aree maggiormente devastate dall'emergenza rifiuti. È questo, infatti, l'esito delle audizioni presso la commissione Petizioni Ue guidata dalla parlamentare sannita del Pdl, Erminia Mazzoni. «A noi si sono rivolti numerosissimi cittadini per chiedere tutela e rispetto dei loro diritti. Sono state poste - spiega l'eurodeputata - tante domande e chiarimenti sulla bontà del piano, e sulla capacità di interpretare le prescrizioni delle sentenza della Corte europea di condanna dell'Italia». Sei, infatti, erano le petizioni popolari più delicate e spinose giunte presso l'Unione europea in termini di rifiuti. E tra queste sono ben quattro le "cittadelle della spazzatura" dove nei prossimi mesi arriverà una delegazione di eurodeputati che valuteranno da vicino quanto denunciato da comitati civici, cittadini ed amministratori locali. Non ci saranno, invece, altri sopralluoghi a Giugliano (Taverna del Re) e nel Casertano a San Tammaro, dove secondo la commissione sono state sufficienti le relazioni arrivate alla corte di Bruxelles nel pomeriggio di ieri. «Le Province di Benevento, Avellino, Salerno hanno sicuramente dato dimostrazione che ci sono delle realtà virtuose in Campania, mentre la Provincia di Napoli non è riuscita a fornire dati altrettanto positivi». Il direttore generale per la politica dell'ambiente, Karl Falkenberg, ha detto - sottolinea Mazzoni - che «ancora non è esclusa la possibilità che si apra nuovamente una fase di contenzioso davanti alla Corte europea di giustizia». Ispezioni ci saranno presso il termovalorizzatore di Acerra, dove la popolazione ed il sindaco Tommaso Esposito si dicono ancora convinti che l'impianto non rispetti completamente i limiti di emissioni dannose consentite dalle direttive Ue. Ieri, oltre alla documentazione già fornita attraverso la spedizione della raccolta di firme, è stata portata alla commissione della Mazzoni anche un'integrazione. Per quanto riguarda le discariche di Chiaiano e Terzi-gno, invece, è da valutare se al momento di aprire gli invasi non ci fossero state altre possibilità per evitare sversatoi in parchi protetti come quello delle Colline e del Vesuvio. Ed infine c'è il caso di Santa Maria la Fossa, con i movimenti civici locali che hanno portato a Bruxelles le immagini di montagne di immondizia. Situazioni che, insomma, non hanno alla fine lasciato una buona impressione a Potocnik che proprio ieri ha deciso per una nuova procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia con un procedimento che riguarda ben 14 regioni. Ma sul caso Campania si resta appesi ad un filo, con 300 milioni che continuano a restare in bilico. 

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