La manifestazione, il caso

«NO discarica» Consigliere condannato

Proteste a Chiaiano, decreto penale per Rinaldi
Sodano solidale con l'esponente di maggioranza
Le accuse Violazione di zona militare La decisione del giudice anche per altri tre manifestanti
8 febbraio 2012 - Tullio De Simone
Fonte: Il Mattino

Occuparono, insieme ad altri, il 16 luglio scorso, la discarica di Chiaiano, violando la zona militare. Sono scattate nei loro confronti le operazioni di notifica dei decreti penali di condanna. Sono quattro i destinatari del provvedimento, attivisti della Rete Commons: si tratta di Pietro Rinaldi, consigliere comunale di «Napoli è tua», Antonio Musella, portavoce di Commons, Ivo Poggiani, consigliere dell'ottava Municipalità, e Palma Kaiser, attivista dei «Comitati di Chiaiano». I quattro insieme ad altri avevano occupato la discarica per chiedeme la verifica dello stato dei luoghi e la chiusura nell'estate scorsa. «A seguito di quell'occupazione - hanno spiegato i diretti interessati - fu autorizzato dalla Sapna, la società provinciale che gestisce l'invaso, il sopralluogo del 27 luglio al termine del quale un «geyser» di percolato esplose da un pozzo di captazione. Da quell'episodio nacque poi il supplemento di inchiesta che ha portato, grazie alla mobilitazione dei cittadini, alla chiusura della discarica nel novembre scorso».
Rinaldi incalza: «Rifarei tutto anche cento volte. Grazie a quell'azione si è arrivati alla chiusura della discarica. Violare le leggi ingiuste spesso è necessario per arrivare alla giustizia». Ai quattro attivisti viene chiesta la somma di seicento euro. I legali della Rete Commons, Senese e Tatarano, ora valuteranno se opporsi a questa sanzione. «In ogni caso resta un dato - ha commentato Musella - se non avessimo violato la zona militare, se quella mattina non avessimo dato il via a una serie di nuove mobilitazioni, oggi quella discarica sarebbe ancora aperta».
Dopo l'episodio del 27 luglio scorso, come detto, con l'esplosione del «geyser» di percolato, il primo agosto circa trecento persone occuparono la discarica di Chiaiano violando la zona militare, ripetendo in massa l'occupazione messa in atto già il 16 luglio. La Rete Commons ha annunciato che sosterrà economicamente le spese dei quattro attivisti colpiti dalla sanzione amministrativa. L'inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli sulla discarica di Chiaiano racconta di come davanti agli occhi dei militari passassero camion di argilla di scarsa qualità mista a rifiuto tritovagliato. Materiali che venivano utilizzati come terreno di copertura della discarica.
«Ma quando a passare erano i camion della camorra, evidentemente i militari ci vedevano poco, mentre quando entriamo noi tutti - hanno concluso gli attivisti - ci vedono benissimo».
In una nota il vice-sindaco di Napoli, Tommaso Sodano, ha fatto pervenire la sua vicinanza ai quattro attivisti.
«Esprimo la mia personale solidarietà al consigliere di «Napoli è tua», Pietro Rinaldi, e agli altri attivisti della Rete Commons per i decreti penali di condanna a loro notificati a seguito dell'occupazione organizzata presso la discarica di Chiaiano il 16 luglio scorso - ha detto Sodano - E anche grazie a queste azioni di disobbedienza civile, condotte dalla popolazione e dai comitati territoriali, che si sono accesi i riflettori sulla discarica di Chiaiano, evidenziando l'assurdità di considerare «zona militare» un sito su cui, invece - ha concluso il vicesindaco - dovrebbe essere garantita la massima trasparenza».

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