«Niente pregiudicati in Asia» Stop all'assunzione di 16 operai

Il caso I netturbini tra i 26 dipendenti di Lavajet assorbiti dalla Partecipata La vicenda segnalata al prefetto
I sindacati Queste persone lavorano da anni e non hanno più avuto problemi
6 febbraio 2012 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Sono pregiudicati e perciò rischiano il posto di lavoro: sono i 16 dipendenti della Lavajet che entro il 15 febbraio dovrebbero passare ad Asìa. Il condizionale, in questo caso, è d'obbligo perché il regolamento interno impediscono alla partecipata del Comune di Napoli di assumere persone che abbiano avuto condanne a più di tre anni di reclusione. I «casi a rischio», in verità, sono ventisei, ma per una decina sarebbe possibile la procedura della riabilitazione che permetterebbe all'azienda di risolvere il problema. Per gli altri 16,invece, al momento non si intravedono spiragli. Una vicenda che crea allarme nelle fila sindacali: il confronto si annuncia tesissimo. Sull'argomento il consiglio di amministrazione di Asia ha già un preciso orientamento: non intende considerare deroghe al regolamento. Tuttavia la partecipata sottolinea di aver segnalato alla prefettura di Napoli «la propria disponibilità al confronto con le organizzazioni sindacali per esaminare evetuali soluzioni». Una maniera neanche tanto implicita per dire che il problema dovrebbe essere affrontato su un tavolo diverso da quello aziendale. Ma Vittorio D'Albero, segretario generale della Fiadel campana, il sindacato che in Asìa conta il maggior numero di iscritti, contesta l'interpretazione dell'azienda e chiede l'immediata assunzione dei 16 pregiudicati. «Non ci troviamo di fronte a nuove assunzioni per le quali Asìa è tenuta a rispettare il regolamento interno - sostiene - In questo caso bisogna sistemare lavoratori che hanno diritto a passare alla partecipata come gli altri 700 che dal Duemila a oggi sono transitati dalle società private a quella pubblica». Quella che sta espolodendo in questi giorni è, infatti, solo l'ultima puntata di un serial che va in scena da11999, quando la nascita dell'azienda pubblica mise a rischio, ma solo sulla carta, il posto di lavoro dei mille dipendenti delle ditte private destinati alla raccolta dei rifiuti. L'amministrazione siglò un accordo sindacale che prevedeva il progressivo riassorbimento dei lavoratori delle private: in sostanza a mano a mano che Asìa riusciva a subentrare nel servizio avrebbe dovuto farsi carico degli addetti. E così è stato. Le imprese sono cambiate e si sono alternate, i dipendenti sono restati sempre gli stessi. E adesso che la partecipata ha deciso di fare da sé tutta la raccolta ha già assunto i primi 71 operai che lavoravano nel lotto di Chiaia. Entro il 15 febbraio dovrà prendere altri 200 dipendenti di Lavajet ed entro la fine di marso i residui 80 di Docks Lanterna. Il gruppo dei pregiudicati, però, proviene dall'ex consorzio di bacino Napoli 5: gli spazzini passarono ad Asìa con una legge del governo Berlusconi. Quelli che avevano condanne, però, non potendo andare alla participata, dopo una serie di vertici in prefettura, furono assunti da Enerambiente che allora raccoglieva la spazzatura per conto dell'impresa pubblica e poi traslocarono alla Lavajet quando questa subentrò alla ditta veneta colpita da interdittiva antimafia e poi coinvolta da una serie di inchieste della magistratura. Ora il problema si ripropone. «Questa gente lavora dal 1990 e i reati commessi sono tutti precedenti - insiste D'Albero - Da anni nessuno di loro delinque. Si tratta di persone che dopo 22 anni rischiamo perdere il posto. Un assurdo: così si rischia di consegnarli alla camorra. E sia ben chiaro: gli spazzini non possono pagare per il clima da caccia alle streghe che si sta creando». Evidente il riferimento alla polemica scatenata dal rifiuto dell'ex presidente di Asìa, Raphael Rossi, a prendere 211avoratori del consorzio del bacino 5 che avevano rinunciato all'assunzione nel 2009. Questi si sono poi rivolti alla magistratura. Ma quella dei pregiudicati è tutta un'altra storia.

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