dopo la lettera italiana che rispondeva ai rilievi mossi da Bruxelles

Rifiuti, Ue: «Situazione da stabilizzare» Caldoro: finalmente un percorso comune

Potockinik: «L'Italia non ha ancora applicato la sentenza della Corte di giustizia europea». Soluzione entro giugno
25 gennaio 2012 - Vittorio Moccia

NAPOLI - «L'Italia non ha ancora applicato la sentenza della Corte sui rifiuti. La situazione non è ancora stabile». A parlare è Janez Potockinik, commissario Ue all'Ambiente, dopo l'incontro avvenuto a Bruxelles con il ministro italiano Corrado Clini. Le sentenza a cui fa riferimento l'Unione Europea è quella della Corte di giustizia europea che nel marzo del 2010 ha condannato l'Italia per non essere riuscita a creare una rete di impianti adeguati a garantire lo smaltimento senza mettere in pericolo la salute umana e l'ambiente in Campania.

UNA «SOLUZIONE» ENTRO GIUGNO - Il ministro dell'Ambiente del governo italiano Corrado Clini e il commissario Ue Janez Potockinik hanno concordato che l'Italia e la Commissione Ue lavoreranno insieme per dare una risposta conclusiva alla crisi dei rifiuti in Campania entro giugno. «È una lotta contro il tempo», ha detto Potocknik, parlando di «tempo non illimitato». La Ue «non sospende alcuna procedura», ha precisato, ma tiene in conto «certi passi che sono stati presi» dalle autorità nazionali e locali.

CALDORO - «Finalmente si è trovato un percorso comune. Si parla lo stesso linguaggio, anche se rimangono in campo ancora grandissimi problemi: ossia affrontare un cronoprogramma stringente in due anni. Ora però abbiamo un percorso, abbiamo chiesto al commissario europeo all'ambiente, Janez Potocnik, di avere dalla Commissione europea, con l'accordo del Governo, una struttura di monitoraggio comune». Lo ha detto a Bruxelles il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro che, insieme al presidente della Provincia, Luigi Cesaro, e al sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha accompagnato il ministro dell'ambiente, Corrado Clini, all'incontro con il commissario Potocnik per discutere il piano di gestione dei rifiuti a Napoli. Per Caldoro, la richiesta di una piattaforma di monitoraggio comune 'mettera« insieme amministrazioni locali, governo ed esperti della Commissione europea per monitorare la tempistica e il cronoprogramma di applicazione del piano. «Siamo comunque nella tempistica per quanto riguarda l'approvazione finale del piano per i rifiuti speciali - ha assicurato il presidente della Regione Campania - che sarà approvato in via definitiva a marzo». Insomma - ha aggiunto Caldoro - «eravamo venuti per avere una prima linea di credito che la Campania non aveva mai avuto, almeno negli ultimi 10 anni, in particolare da quanto è partita la procedura di infrazione della Commissione europea» per la gestione dei rifiuti a Napoli. «Finalmente - ha sottolineato - si è trovato una percorso comune su cui dobbiamo assolutamente lavorare». Per Caldoro si tratta di «recuperare il ritardo di tanti anni di inefficienze, di errori politici amministrativi e di altro. Alcuni impianti - ha comunque ricordato - hanno tempi di realizzazione tecnici europei bene stabiliti, che vanno dai 24 ai 48 mesi. È evidente che la parte impiantistica è più complessa, ma c'è la differenziata e altri progetti da mettere in campo da subito».

CLINI: FONDI EUROPEI PER IL RICICLAGGIO E LA RACCOLTA - Al termine dell'incontro la commissione europea si è detta pronta a «scongelare» progressivamente in favore dell'Italia i fondi di coesione «bloccati» in considerazione della procedura in corso relativa alle situazione dei rifiuti della Campania. Il ministro Clini ha precisato che i fondi di coesione che saranno scongelati da Bruxelles dovranno essere finalizzati a «sostenere il riciclaggio, le nuove tecnologie di gestione dei rifiuti e un aumento dell'efficienza della raccolta.

ASSESSORE ROMANO - «Siamo estremamente soddisfatti per le valutazioni della Ue che testimoniano il riconoscimento del lavoro svolto dalla Regione Campania soprattutto per l'approvazione del Piano di gestione dei rifiuti urbani da parte del Consiglio regionale e di quello per gli Speciali, già licenziato dalla Giunta. L'apertura di credito da parte dell'Europa deve servire da stimolo per un'azione sinergica dell'intera filiera istituzionale». Così l'assessore all'Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano, al termine dell'incontro con il commissario Potocnik. «Il Piano dei rifiuti approvato dal Consiglio - ha detto Romano - è stato determinante al fine di evitare le sanzioni. La Commissione, infatti, lo ha definito un ottimo punto di partenza, anche perchè conforme a quello inviato un anno fa e frutto del rapporto dialettico continuo e costante con la Commissione. Questo spiega - ha aggiunto l'assessore regionale - perchè il Piano non poteva essere cambiato: bene ha fatto il Consiglio regionale ad approvarlo senza varianti sostanziali perchè oggi abbiamo avuto la conferma che la UE ha considerato le tutele ambientali determinanti per il Piano». «La nostra strategia - ha proseguito Romano - si è rivelata valida anche in ordine al Piano per i rifiuti speciali: l'Europa ci ha chiesto di approvarlo in tempi rapidi. Ci siamo impegnati a completare la Valutazione ambientale strategica per metà febbraio e a consentirne l'approvazione finale entro la fine di marzo e a prestare maggiore attenzione (come ci ha espressamente indicato l'Europa) alla gestione dei rifiuti speciali pericolosi». Sulla base di queste premesse - ha detto ancora Giovanni Romano - vediamo di buon grado il gruppo tecnico di monitoraggio che si insedierà presso il ministero dell'Ambiente perchè siamo per la cultura del risultato. Da oggi la nostra azione sarà diretta prioritariamente al potenziamento della raccolta differenziata (che deve essere di qualità oltre che di quantità), del riciclo e del recupero delle materie prime seconde; ci adopereremo per completare gli impianti di compostaggio già in costruzione e per avviare le gare per quelli che dovremo realizzare, nonchè per attuare le azioni di contrasto al fenomeno dell'abbandono dei rifiuti in strada e della loro combustione selvaggia. Una fase di transizione che gestiremo insieme a tutta la filiera istituzionale, a cominciare dalle Province e dai Comuni".

AMATO (PD) - «Le affermazioni di Potockinik, purtroppo, confermano le tante perplessità che abbiamo sollevato in questi mesi e soprattutto in sede di approvazione del Piano rifiuti». È quanto afferma il consigliere regionale del Pd Antonio Amato. «Il sistema resta estremamente fragile e non sono stati fatti sostanziali passi in avanti. In più, il piano rifiuti, come varato, ipotizza soluzioni strutturali soprattutto nel lungo periodo, addirittura rischiando di ampliare la fase intermedia, la più fragile, che è proprio quella che la UE chiede di superare. Restiamo convinti - continua Amato - che la scelta di una differenziata spinta al 65%, di più impianti di compostaggio e di una riduzione a monte dei rifiuti, se perseguiti con convinzione, darebbero risultati migliori e ben più celeri che quelli legati alla costruzione di tanti e presumibilmente inutili termovalorizzatori».

 

Powered by PhPeace 2.6.4