Il commissario europeo, Janez Potocnik, chiederà tempi e modalità di applicazione della risposta alla messa in mora

Sanzione Ue sui rifiuti, il giorno della verità

De Magistris, Caldoro e Cesaro a Bruxelles insieme al ministro Clini per evitare la maximulta
25 gennaio 2012 - Giuseppe Palmieri

NAPOLI - L'Europa è pronta a decidere se condannare l'Italia a pagare una multa da 516mila euro al giorno per la cattiva gestione del ciclo dei rifiuti in Campania oppure no. Il giorno della verità è arrivato inesorabile. Oggi il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, accompagnato dalle istituzioni partenopee, sarà a Bruxelles per incontrare il commissario continentale all'Ambiente, Janez Potocnik e spiegargli ogni dettaglio della lettera di risposta alla messa in mora inviata il 16 gennaio scorso. Ad accompagnare il ministro ci sarà il presidente della Regione, Stefano Caldoro, il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, il presidente della Provincia, Luigi Cesaro e i rispettivi assessori all'Ambiente, Romano, Sodano e Caliendo. Il primo incontro sarà tra Clini e il commissario Potocnik, seguito da un vertice con i responsabili delle istituzioni campane e da una conferenza pubblica durante la quale saranno illustrati gli esiti del summit. Il primo parere della commissione europea è stato favorevole nei confronti del piano regionale dei rifiuti e della lettera di risposta alla messa in mora, ma Bruxelles vuole vederci chiaro, soprattutto riguardo i tempi di attuazione del piano. Una giornata ad alta tensione con l'Italia chiamata ad assumere impegni seri ed improrogabili per evitare una sanzione da oltre 500mila euro al giorno che sarebbe un colpo ferale per le casse dello Stato e delle istituzioni campane. Si concluderà, si spera positivamente e in maniera definitiva, un iter relativo alla sanzione cominciato nel settembre 2011 con la lettera di messa in mora relativa alla richiesta di rispetto di una sentenza della Corte di Giustizia europea che si era espressa riguardo l'emergenza 2008. "Mancano gli impianti adeguati a gestire lo smaltimento senza mettere a repentaglio la salute dei cittadini", è stata la principale lamentela della commissione ambientale di Bruxelles. L'Italia ha risposto riuscendo ad approvare in extremis il piano regionale (atteso da anni) nella stessa giornata in cui la lettera di risposta alla messa in mora è arrivata in Belgio. Nel documento, politicamente messo a punto in due incontri (il primo a Napoli) tra il ministro Clini e i vertici istituzionali campani, e poi redatto dai tecnici del governo insieme a quelli di Regione, Comune di Napoli e Provincia, rassicura l'Europa sull'ampliamento della capacità delle discariche, sui trasferimenti fuori regione e transnazionali e sulle eventuali soluzioni da adottare in caso di 'ritorno di fiamma' dell'emergenzxa. L'Italia dovrà assicurare anche una crescita esponenziale della raccolta differenziata, che in Campania ancora procede lentamente, oltre all'installazione dei termovalorizzatori sui quali lo scontro istituzionale è durato mesi. Dovrebbero essere realizzati a Napoli est (400.000 tonnellate all'anno), a Salerno, a Giugliano (per le sole ecoballe) oltre ad un gassificatore per Caserta. Sulle localizzazioni, probabilmente, l'Europa non accetterà più tentennamenti. "L'emergenza è ormai appartenente al passato", fanno sapere i vertici istituzionali italiani. Bruxelles oggi attende di conoscere ogni dettaglio del futuro della gestione del ciclo dei rifiuti.

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