Il giallo del dipendente Asia pugnalato a morte a Ponticelli

24 gennaio 2012 - enca
Fonte: Cronache di Napoli

NAPOLI - Ponticelli, periferia orientale del capoluogo partenopeo: era il 12 gennaio quando venne trovato il corpo senza vita di un netturbino. Poco più di un anno fa. Omicidio nella notte in via Eduardo Scarpetta, così scrissero i giornali. Il cadavere di Vincenzo Confessore, di 58 anni, venne trovato intorno alle ore sette tra il secondo ed il terzo piano dello stabile dove abitava. L'uomo, dipendente della Asia, la società di igiene urbana, fu accoltellato più volte e l'assassino smise di colpirlo soltanto quando ebbe la certezza di averlo ucciso. Fu una esecuzione che per la sua dinamica non consentì di sostenere che Vincenzo Confessore fosse stato ucciso per una decisione della camorra. I poliziotti che indagarono vicino al corpo recuperarono un coltello in uso ai pescatori subacquei che poteva essere l'arma del delitto ma anche il borsello della vittima ed alcuni oggetti personali, (orologio e braccialetto in oro) cosa che fece escludere l'omicidio a scopo di rapina. Confessore venne colpito tre o quatto volte intorno alle ore quattro; stava tornando dal lavoro. Entrò nella cabina ascensore e quando arrivò al piano trovò innanzi a lui l'assassino. La polizia notò che le macchie di sangue cominciavano dove l'ascensore si era fermato e proseguivano verso la porta della sua abitazione. Ciò fece ritenere agli investigatori che l'accoltellatore lo stesse aspettando. Strano particolare: nessuno che abita in quello stabile di via Eduardo Scarpetta e nemmeno i familiari hanno sentirono rumori o urla dell'aggredito. Questo omicidio troppo "silenzioso" non fornì certezze agli investigatori che non trascurarono alcuna pista. Certamente l'uomo venne accoltellato mentre rincasava.

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