«I rifiuti campani fuori regione»

L'obiettivo è evitare la maxisanzione di 516mila euro al giorno, ma si rischia un aumento della tariffa del servizio. Tempi stretti: lunedì il dossier dell'Italia alla Commissione europea
12 gennaio 2012 - Mario Pepe
Fonte: Roma

ROMA. Via libera ai rifiuti campani fuori regione fino al 31 dicembre del 2012. È quanto prevede un decreto in fase di elaborazione da parte dei tecnici de' ministero dell'Ambiente. Un documento molto sintetico (i cu: contenuti sono anticipati dal "Velino"): appena un articolo composto da due commi, nel quale si prevede la possibilità per la Campania di "esportare" l'immondizia su tutto il territorio nazionale senza necessità di accordi tra le Regioni interessate. Per effettuare le operazioni basterà, se così si può dire, l'accordo delle società provinciali con i gestori degli impianti ubicati in tutto il Paese, per trasferire la spazzatura. Un'operazione praticamente a costo zero per lo Stato, visto che gli oneri dei "viaggi" andrebbero a gravare sulla tariffa provinciale. In questo modo, se il provvedimento dovesse essere varato senza ulteriori modifiche, si salterà a piè pari quanto previsto dal decreto 196 del 2010 che stabiliva l'obbligo, per il Governo, di farsi promotore di un accordo interregionale per consentire lo smaltimento dei rifiuti fuori dalla Campania. Il trattamento verrà effettuato negli Stir e poi il prodotto sarà avviato nelle altre regioni. Questa iniziativa è conseguente anche alle critiche, da parte dell'Europa, per l'incapacità da parte della Campania di assicurare i trasferimenti fuori regione in maniera "congrua": questo sia per motivi di carattere puramente giuridico che per ragioni tecniche. Il tutto malgrado Ia possibilità concessa dalla normativa comunitaria per la cooperazione tra le Regioni e gli Stati membri dell'Ue in materia di gestione dei rifiuti. Tra gli altri punti presenti nel decreto, si stabilisce anche che gli impianti di compostaggio presenti in tutta Italia potranno, fino al prossimo anno, aumentare la propria capacità di ricezione e trattamento fino alla misura di un ulteriore 8 per cento. Alla fine, il governo Monti ha deciso di ricorrere allo strumento del decreto per dare un'accelerazione alla risposta da fornire entro lunedì prossimo all'Unione europea per scongiurare il rischio della maximulta di 516mila euro al giorno per la crisi dei rifiuti in Campania. Nella corposa documentazione che sarà inviata a Bruxelles entrerà anche il Piano rifiuti che sarà approvato sempre lunedì dal consiglio regionale della Campania: un documento che comprende, tra le altre cose, sia la tempistica per la realizzazione delle discariche che la previsione di una costruzione di un impianto per la distruzione degli oltre sei milioni di ecoballe accumulatisi nel corso degli anni. Inoltre, saranno allegati anche dati riguardanti la differenziata e la riduzione dei rifiuti. Ma il problema resta quello di gestire il periodo di transizione per la definitiva attuazione della programmazione a carico degli enti locali. Questo perché dali'Europa era arrivato un rilievo molto forte sull'insufficienza della gestione dei rifiuti, caratterizzata dalla mancata previsione di soluzioni transitorie in attesa della realizzazione completa degli impianti. Il 25 gennaio, infine, è previsto l'incontro tra il ministro Corrado Clini e il commissario europeo all'Ambiente, Janez Potocnik, dal quale dovrebbe arrivare una risposta definitiva sul dossier. E l'Italia saprà se il rischio di una multa potrà dirsi definitivamente archiviato.

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