La Corte europea per i diritti umani dà ragione a 18 cittadini di Somma

Strasburgo, condanna per i rifiuti

Cesaro: "La Ue non si faccia condizionare"
De Magistris "Colpe non nostre"
11 gennaio 2012 - Ottavio Lucarelli
Fonte: Repubblica Napoli

"VIOLATO il diritto alla salvaguardia della vita privata e familiare". Uno Stato non può costringere i cittadini a vivere tra i rifiuti e lo Stato italiano per quindici anni non è stato capace di gestire l'emergenza in Campania. Perciò la Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha firmato l'ultima condanna accogliendo la denuncia presentata quattro anni fa da diciotto cittadini di Somma Vesuviana. Un esposto legato allo stato di emergenza permanente aperto l' 11 febbraio 1994 e chiuso solo il 31 dicembre 2009. Diciotto cittadini di Somma (tredici residenti e cinque dipendenti del Municipio). Unacordata guidata da Errico Di Lorenzo, 69 anni, avvocato cassazionista: «Sono soddisfatto, certo, ma moderatamente perché questa decisione rappresenta solo la prima tappa della nostra protesta. Il risultato è importante ma non è stato riconosciuto il danno alla salute e noi, invece, riteniamo che la crisi rifiuti abbia prodotto unalesionedi normefondamentali dei diritti. Perciò abbiamo fatto riferimento anche al diritto alla salute e ad unavita dignitosa. La sentenza è comunque unica nel suo genere e ci dà l'occasione per agire su nuovi scenari». Quali scenari? Di Lorenzo e gli altri si rivolgeranno ora alla giustizia italiana per ottenere i risarcimenti quantificati in quindicimila euro per ciascuno dei diciotto firmatari. Risarcimenti negati dalla Corte di Strasburgo che ha riconosciuto solo 2.500 euro per le spese legali. «Avevo anche chiesto— prosegue Di Lorenzo — un dibattimento pubblico affinché tutto il mondo conoscesse la nostra situazione ma la Corte ha deciso di emettere la sentenza in Camera di Consiglio. Quante persone sono morte per tumore? Abbiamo fatto riferimento anche a questo consegnando i risultati di indagini che definiscono il territorio vesuviano come un triangolo della morte». Una sentenza che segna comunque una nuova pagina nera. «Sapevamo — commenta l'assessore regionale Giovanni Romano — di aver ereditato un disastro. Siamo al lavoro per superare questi venti annidi ritardi e inadempienze che la Corte di Strasburgo ha censurato sottolineando l'incapacità di gestire adeguatamente l'emergenza e di chi ha saputo dire solo no ponendo veti». Oggi, intanto, arriva in commissione ambiente del Consiglio regionale il piano rifiuti predisposto dalla giunta il 20 dicembre che potrebbe essere approvato in aula venerdì, in tempo per evitare che diventi efficace la procedura d'infrazione aperta in sede Ue a carico dell'Italia. Procedura che preoccupa il presidente della Provincia Luigi Cesaro: «La condanna della Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo arriva in un brutto momento. Non vorrei che l'Unione europea che deve decidere sulla procedura d'infrazione fosse condizionata da questo provvedimento». Preoccupato anche il sindaco Luigi de Magistris: «Mentre siamo impegnati a risolvere i problemi della città paghiamo i disastri fatti da altri. Le sentenze vanno rispettate, ma il nostro compito è convincere le istituzioni europee che la musica a Napoli è cambiata anche per evitare le multe di Bruxelles».

Powered by PhPeace 2.6.4