Il manager nuclearista

L'accusa di Testa: sindaco incoerente, li brucia all'estero

Non si può essere contrari agli impianti e poi mandarli all'estero per incenerirli
10 gennaio 2012 - Simona Brandolini
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI — Chicco Testa è un ambientalista (è stato presidente di Legambiente negli 'So), ma è anche nuclearista. E managing director di Rothschild, ma anche di Eva, società che si occupa di energie rinnovabili. Da qualche giorno s'è appassionato, via twitter, alla vicenda di Napoli e al suo sindaco Luigi de Magistris. E ha cinguettato frasi del tipo: «Fra un po' faccio una raccolta dei tweet di De Magistris da pubblicare nella lista delle frasi più inutili del secolo». O ancora: «Una collezione Vendola-De Magistris fra io anni sarà da rileggere ad alta voce nelle serate d'inverno con gli amici». Ma soprattutto: «De Magistris spedisce i rifiuti all'inceneritore di Rotterdam e dice che a Napoli gli inceneritori non servono. Mah!», cogliendo con tono ironico una certa incoerenza. Ma, si sa, il manager anima l'associazione Pimby, che è il contrario della sindrome Nimby, e dunque «please in my backyard», vale per tutto, in primis per la monnezza. Ieri Testa, ospite della trasmissione in streaming di Mario Adinolfi, ha ampiamente parlato del caso Napoli. Partendo dal sindaco e dalle sue esternazioni: «Ne ho visti tanti — spiega —, so distinguere gli slogan da chi sa amministrare. Ho letto, su twitter, le frasi di de Magistris che hanno due grandi campi: o sono stato all'inaugurazione della bocciofila del Vomero, avanti tutta; o a Napoli faremo la rivoluzione, venceremos come ha detto il subcomandante Marcos. Nel mezzo non c'è nulla. Temo che si scornerà con la realtà, con la faciloneria di certe frasi e certi modi di pensare». La realtà per Testa è non aver capito che senza chiudere il ciclo dei rifiuti Napoli continuerà a rimanere sull'orlo dell'emergenza. ««Caso Napoli — attacca —: intanto bisogna distinguere due fasi. Un conto è lo spazzamento, un conto è collocare i rifiuti da qualche parte. Certo se non hai un posto dove metterli non puoi neanche spazzare la città, ma io cerco di capire quando affronto un problema come hanno ragionato quelli che hanno fatto bene. Allora mi sono guardato i numeri dei paesi più avanzati in questo campo e cioé le nazioni del Nord Europa. Come fanno? Hanno una percentuale di riciclaggio molto alta tra il 5o e il 55 per cento, poi un 35-40 per cento di termocombustione, la parte residua va in discarica. L'Italia faticosamente è arrivata al 3o-35 per cento di riciclaggio, ma il 4o per cento va ancora in discarica, senza impianti il ciclo non si chiude». La differenziata: «Chiariamoci sulla differenziata, è solo un sistema diverso di raccolta dei rifiuti, poi devi riciclarli e non tutto è riciclabile, anche una parte di plastica non è riciclabile, e allora cosa fai? O la metti in discarica o in impianti di termocombustione. Tant'è vero che la soluzione di de Magistris qual è stata? Mandarli a Rotterdam, nel termovalorizzatore di Rotterdam. Dice: costa meno. Ma mica possiamo mandarli in Olanda per sempre. Dunque servono impianti». Il compostaggio: «Serve, ma tratta la frazione umida. Il punto è che in Italia quando si parla di tecnologie si apre l'eterno dibattito come tra i tifosi della Roma e della Lazio, ma le tecnologie non sono così. Non è che uno che ha l'automobile è contro la bicicletta o il treno: sono complementari. Nei rifiuti serve la raccolta, il riciclaggio, il compostaggio, le discariche e un po' di termocombustione». La Tarsu: «Le tariffe Nu aumentano sempre più. Perché? Perché fare la differenziata costa. Quando si gettava tutto in discarica era molto meno oneroso». La camorra: «Salta fuori la camorra Beh, Sodano sarà in grado di fare un appalto che tenga fuori la camorra o no? Poi capisco che bisogna tener conto delle diverse condizioni sociali. Fare la differenziata a Como non è come farla a Trastevere o nei quartieri napoletani». Il miraggio dei rifiuti zero: «Zero Waste: parola affascinante, ma pericolosissima. Napoli si è trovata in una situazione disastrosa per il combinato disposto tra Pecoraro Scanio e Bassolino che gli ha creduto. Hanno fatto perseguire l'obiettivo rifiuti zero che non esiste. I rifiuti ci sono, non si può riciclare tutto e non ditemi che bisogna tornare indietro come i Masai».

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