Il caso L'autore di Gomorra usa Twitter per l'attacco L'ex pm risponde senza citarlo

Sul caso Asìa lite tra Saviano e De Magistris

«Zone d'ombra sull'uscita di Rossi»
Il sindaco: normale awicendamento
5 gennaio 2012 - Adolfo Pappalardo
Fonte: Il Mattino

Non c'è dubbio che qualcosa si sia rotto ormai se ad attaccare ora è il fuoco amico. Ieri, inaspettatamente, è Roberto Saviano a spedire un paio di stilettate contro il sindaco de Magistris. Proprio lo scrittore che l'ex europarlamentare teneva ad avere, in qualche forma, nella sua squadra. Ma ecco due tweet spediti in rete nel pomeriggio. tl primo: «Mi sarei aspettato più chiarezza sulla sostituzione di Raphael Rossi alla direzione dell'Asia». E poi il secondo dopo pochi minuti: «Sulla questione rifiuti a Napoli non ci si può permettere zone d'ombra». Un doppio affondo che il sindaco non gradisce affatto. E a stretto giro decide di replicare. Senza però citare direttamente Saviano, anzi ignorandolo: «Non esiste alcuna zona d'ombra». Poi è ilturno di una nota di Rossi: «Insieme al sindaco de Magistris stiamo valutando un nuovo ruolo e un nuovo progetto per proseguire sulla strada dell'etica e del cambiamento». Si serrano le fila a San Giacomo, insomma. L'affondo su twitter nasce sul caso di Raphael Rossi «dimissionato' dal vertice dell'Asia alla vigilia di Capodanno. Un manager voluto fortemente, appena a luglio, proprio dal sindaco. Un'uscita su cui non c'è stata una spi egazione che si possa definire credibile. Questione di vedute diverse tra il giovane manager torinese e il sindaco e il suo vice. Su strategie o sull'assunzione di 23 persone, non è mai stato chiarito. In azienda molti non fanno mistero delle divergenze tra l'ex presidente e i sindacati e anche alcuni dirigenti. Così lo strappo tra il manager e il comune si trasforma in un boomerang mediatico contro de Magistris. Prova ne è il titolo di apertura di un quotidiano (versione web) di tre giorni fa: «L'onda arancione va: parola di Pisapia. Ma il caso "Rossi" scassa de Magistris». Ma non si tratta certo di un giornale di centrodestra quanto del «Fatto Quotidiano» da sempre vicino al sindaco di Napoli. Egiù con una serie di passi falsi, fa notare il quotidiano di Padellaro. A cominciare, viene scritto, dalla Coppa America e la rottura con Gerardo Marotta e gli ambientalisti, nonché l'inciampo iniziale del Forum delle Culture con la polemica sul compenso di Roberto Vecchioni. E poi il paragone con Milano dove si fa notare come invece «la rivoluzione arancione procede eccome». E sui commenti on li ne più di un lettore a chiedere chiarezza sull'uscita di Raphael Rossi che, a onor del vero, su quel quotidiano cura un seguitissimo blog. Ma ieri arriva il colpo più duro. E arriva dall'autore di Gomorra con cui de Magistris ha sempre avuto buoni rapporti e, per giunta, ogni qual volta si trattava di difenderlo da attacchi gratuiti c'era sempre in prima fila l'ex pm di WhyNot. Per questo raccontano di un sindaco particolarmente arrabbiato quando è venuto a sapere della doppia uscita dell'(ex?) amico. Senza contare che le parole dello scrittore arrivano il giorno dopo la convocazione di Rossi in procura come persona informata sui fatti nell'ambito di un'inchiesta sulla gestione dei rifiuti. Sia chiaro, Savia-no, ne ha anche per il centrodestra campano (due post sempre ieri sull'inchiesta P3) ma è quello contro il sindaco che fa assai rumore. Anche se de Magistris decide di non replicare a muso duro senza citare lo scrittore. L'incipit della nota è indiretta: «A chi chiede maggiore chiarezza specifico che non esiste alcuna zona d'ombra. Tale avvicendamento non è una revoca o un licenziamento». E via con la spiegazione data nei giorni scorsi: «Si tratta di una scelta che rientra nella logica di quanti stanno lavorando, all'interno di una squadra, ad un cambiamento etico-politico generale, che rende importante la flessibilità nei ruoli affinché le competenze e le capacità siano investite nell'ambito in cui c'è ma ?i ore bisogno e maggiore urgenza per il bene della città. Come presidente è stato nominato Raffaele Del Giudice che si è contraddistinto nella lotta alle ecomafie e che conosce il territorio campano». Poi un dettaglio sul futuro di Rossi: «Resterà nella squadra: gli proporrò di far parte dell'osservatorio sui rifiuti zero». E Rossi conferma che nulla si è rotto: «Continuiamo insieme il lavoro per la "rivoluzione partenopea". Intendo attivarmi, con il mio gruppo di lavoro, per dare continuità, anche a livello nazionale, al laboratorio di partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza che si sta realizzando a Napoli».

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