RIFIUTI • Rossi, il manager arrivato dal nord per aiutare il sindaco di Napoli, costretto a lasciare

De Magistris ne scarica uno

L'amarezza del giovane dirigente, già celebrato per la sua azione moralizzatrice. Paga lo scontro con i sindacati. Il primo cittadino: resta nella squadra. Al suo posto il presidente di Legambiente
3 gennaio 2012 - Francesca Pilla
Fonte: Il Manifesto

NAPOLI Dopo soli sei mesi Raphael Rossi, il manager arrivato dal Piemonte, il primo della lista chiamato già a giugno per dare una mano alla rivoluzione arancione di Luigi De Magistris, lascia il vertice dell'Asia, l'azienda dei rifiuti cittadina. «Non mi aspettavo questa decisione, l'ho saputo pochi giorni fa, ma magari noi che lavoriamo a testa bassa non ci rendiamo conto di alcune esigenze globali», dice in una lunga conferenza stampa, nella quale sindaco e vicesindaco tentano di spiegare a giornalisti e cittadini la ragione del cambio al vertice. De Magistris mette le mani avanti e ribadisce con toni netti che si tratta di un trasferimento ad altre funzioni, ma la squadra resta intatta. E a sottolineare che non ci sono fratture ne contrasti, tra giunta e ormai ex presidente della municipalizzata, porta come esempio la possibilità che a breve anche al suo braccio destro Tommaso Sodano potrebbe essere revocata la delega alla sanità. Così a dirigere l'azienda di smaltimento urbano viene presentato Raffaele Del Giudice, il combattivo presidente di Legambiente Napoli, leader di numerose battaglie ambientaliste, già membro del cda. «Che, anche se più nell'ombra, ha svolto un lavoro importante», dice l'ex pm.
E al ragazzo simbolo di legalità, divenuto famoso per aver fatto arrestare chi all'azienda di multiservizi di Torino, l'Amiat, gli aveva offerto una tangente da 100mila euro, De Magistris offre di dirigere l'osservatorio sui rifiuti 2020, di costituire uno sportello contro la corruzione, e forse (ma non ci sono conferme) la possibilità di diventare direttore delle Terme di Agnano. Un po' poco, ma Rossi conferma: «Sono a disposizione del sindaco, anche se vivo di stipendio», come a dire pecunia non olet. Quindi nella sala conferenze di Palazzo San Giacomo snocciola i risultati ottenuti: la nave in procinto di salpare per l'Olanda che terrà Napoli lontano dall'emergenza almeno due anni; la differenziata allargata a tanti quartieri, e in quella stessa Scampla, rione di confine, dove si è arrivati addirittura al 70 per cento; l'aver portato principi di trasparenza e etica nell'amministrare un ente pubblico. Poi l'enfant prodige italofrancese parla del suo rapporto con i dipendenti, dei manager a cui aveva ridotto lo stipendio promettendo un premio di produttività, di quelli che lo hanno sostenuto, e anche del licenziamento di un lavoratore accusato di truffa. «Avevo fatto progetti e promesse per il 2012 - sottolinea non senza una nota di rammarico - mi dispiace non aver premiato il loro impegno, ma sono sicuro che lo farà chi verrà dopo».
se è vero che Rossi è uno che andava in giro fino a tardi a parlare con gli amministrativi, e ha mandato i pacchi dono di Natale ricevuti dai fornitori alle famiglie dei dipendenti deceduti, non sembra fosse molto amato dai suoi. Cattivi i rapport i con tutti i sindacati, pessima, dicono le Rsu, la capacità di mediazione. Tanto che durante una protesta sindacale è stata chiamata perfino la Digos per disperdere i dipendenti che il presidente non aveva nemmeno voluto ricevere. Non solo. Tra i sindacalisti il malcontento serpeggiava da un po', e il capo - «quello con l'orologio sulla camicia», dicevano - non era riuscito a mantenere il consenso dei primi tempi. Senza contare il no all'assunzione di 23 operai dei consorzi che per accordi precedenti dovrebbero essere reintegrati nell'Asia. Possono essere queste le ragioni per l'improvviso trasferimento deciso da De Magistris? «Questa è una rivoluzione - dice il sindaco - mi rendo conto che non tutti sono abituati a delle nuove regole. Rossi non va in pensione, ma è fondamentale anche per il progetto politico a livello nazionale. La squadra gira e le esperienze vanno messe a patrimonio. Non posso dirvi tutti i miei progetti - conclude - perché ho tanti amici, ma anche nemici». Ora però c'è anche chi vuole vederci più chiaro sul ruolo che avrà Fortini, amministratore delegato di Asia e presidente di Federambiente che associa le imprese pubbliche di igiene di tutta Italia. «E lui che veramente conta, e Rossi non riusciva a tenergli testa», dice un dirigente della Fp-Cgil. Fortini è anche l'ex presidente di Asia nominato durante l'amministrazione lervolino, a lui è andato uno dei tanti grazie di Raffaele Del Giudice: «È uno che porta sempre a termine le missioni che gli vengono affidate».

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