Inchiesta Tra quanti rischiano il rinvio a giudizio l'ex presidente della Regione Antonio Bassolino, il prefetto Corrado Catenacci e l'ex numero due della Protezione civile, Marta De Gennaro

Rifiuti, per 41 amministratori napoletani processo più vicino

Per i magistrati, che contestano l'associazione a delinquere,il percolato sarebbe stato sversato in un tratto di costa
28 dicembre 2011 - Valeria Chianese
Fonte: Avvenire

 La crisi dei rifiuti in Campania si caratterizza anche per le inchieste della magistratura che ieri hanno portato nuovamente alla luce fatti e persone legati alla gestione della crisi dei rifiuti degli ultimi anni. Sono stati infatti notificati 41 avvisi di chiusura delle indagini dalla Procura della Repubblica di Napoli nei confronti di ex amministratori e dirigenti pubblici che hanno gestito in passato lo smaltimento dei rifiuti in Campania. Tra gli indagati risaltano i nomi dell'ex governatore della Regione Campania, Antonio Bassolino, del prefetto Corrado Catenacci, ex commissario straordinario ai rifiuti, dell'ex vice di Guido Bertolaso, Marta Di Gennaro, dell'ex capo della segreteria politica di Bassolino, Gianfranco Nappi. Massimo Paolucci, ex commissario vicario per l'emergenza rifiuti, pur comparendo nei capi di imputazione, non figura nell'elenco. I reati contestati dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo sono associazione per delinquere, falso e reati ambientali per aver fatto smaltire illecitamente il percolato prodotto negli impianti di cdr della Campania creando una "apparente situazione di legittimità' pur nella consapevolezza che, senza i necessari trattamenti, i pericolosi liquami avrebbero fortemente inquinato le acque di un tratto di costa tra Napoli e Caserta. E questo per anni. Rispetto agli indagati individuati il 28 gennaio scorso, quando furono eseguite 8 misure cautelari in carcere e 6 con il beneficio dei domiciliari - due interessarono Marta Di Gennaro e Corrado Catenacci - nell'elenco ora figurano anche Guido Bertolaso, ex commissario straordinario all'emergenza rifiuti; Armando Cattaneo, ex amministratore delegato della Fibe, società che dal 1998 al 2005 ha gestito il ciclo dei rifiuti in regione; Carlo Alfiero, ex subcommissario regionale delle bonifiche; Massimo Malvagna, amministratore delegato della Fibe; Alessandro Pansa, ex prefetto di Napoli ed ex commissario. Escono invece dall'indagine gli imprenditori Mario Allegretti e Wolf Chitis. L'inchiesta ha preso in considerazione un ampio arco di tempo, dal 2006 al 2011. Contro gli indagati, che adesso hanno 20 giorni di tempo per chiedere di essere ascoltati dai pm o fornire memorie difensive, ci sono esplicite intercettazioni telefoniche autorizzate dal gip nel pieno delle periodiche emergenze rifiuti. Secondo la Procura esisteva un accordo illecito tra pubblici funzionari e gestori di impianti di depurazione campani che ha consentito, negli anni dal 2006 al 2008, lo sversamento in mare del percolato non trattato, in violazione delle norme a tutela dell'ambiente, ma con grande risparmio per il Commissariato sui costi di smaltimento. L'indagine, durata fino al luglio 2010, è relativa a una vicenda iniziata nel 2006, e proseguita fino al dicembre 2009 dopo la risoluzione del contratto con la Associazione temporanea di impresa Impregilo-Fibe-Fisia. Uno dei filoni dell'inchiesta parte dall'impianto di Villaricca: il sito immortalato nelle foto shock diffuse da Giovanni Parascandola Ladonea, appuntato dei carabinieri inviso a Marta Di Gennaro e Guido Bertolaso. Ladonea aveva fotografato la massa liquida del percolato che schizzava in aria: una sorta di immondo geyser.

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