NAPOLI FERMA AL 21.7%. MA IL SINDACO AVEVA PROMESSO DI RAGGIUNGERE IL 75% ENTRO LA FINE DEL 2011

Differenziata: de Magistris, che flop

28 dicembre 2011 - Mariano Rotondo
Fonte: Roma

NAPOLI. A novembre la differenziata in città raggiunge la soglia del 21,7%. Al termine del 2009, quando c'era il terrore dello scioglimento dei Comuni che non raggiungevano il 25%, la Giunta di Rosa Russo Iervolino riuscì a spingersi fino ad un passo dal 21 %, risultato che sino agli ultimi dati era stato il più alto per il capoluogo campano. Adesso il sindaco Luigi de Magistris ha stabilito il nuovo record, superando di meno di un punto percentuale quanto era riuscita a fare nel massimo del suo impegno l'ex primo cittadino. Con queste premesse si potrebbe quasi esultare timidamente, invece, nonostante un incremento deciso rispetto alla media del 17-18% dei mesi scorsi, la differenziata a Napoli ha finora ancora il sapore della sconfitta. Da 21,7% a 75%, infatti, passano qualcosa come 43 punti, migliaia di tonnellate di immondizia che non sono state separate e riciclate e che continuano a finire normalmente all'interno di impianti Stir, discariche e pronte per essere portate verso l'Olanda semmai la situazione delle navi dovesse realmente sbloccarsi già oggi, quando è stata annunciata la partenza del cargo dalle coste dei Paesi Bassi. A promettere di raggiungere cifre di differenziata così elevate, infatti, era stato lo stesso de Magistris dapprima in campagna elettorale ed anche nel primo consiglio comunale al Maschio Angioino. Nella sua relazione programmatica, infatti, non dimenticò assolutamente nulla di quanto affermato nel corso della propaganda verso le Comunali. «Entro la fine del 2011 - disse - porteremo la raccolta differenziata a Napoli al 75%. Saranno serviti del "porta a porta" cinquecentomila utenze. In molti si ricrederanno quando dicono che non è possibile raggiungere risultati così importanti in pochissimo tempo». Forse, però, a giudicare dall'esito del traguardo sinora toccato, non erano proprio del tutto "ciucciuettole" quanti hanno messo in guardia l'ex pm sulle difficoltà dell'impresa su cui de Magistris ha basato grossa parte del suo programma e della sua "rivoluzione" ambientale. La prima a provare a fargli capire la lezione era stata proprio il predecessore Iervolino. Rosetta già nel corso della contesa elettorale aveva ripreso i candidati, tutti più o meno convinti in termini di riciclo di poter rivoltare Napoli come un calzino. Poi l'ex sindaco lo aveva detto una volta avvenuto l'avvicendamento a Palazzo San Giacomo: «De Magistris è ciò che serviva a Napoli, ma non si faccia illusioni sulla differenziata». Poco alla volta anche il primo cittadino pare averlo capito, anche se non l'ha mai candidamente ammesso. Allora le pretese sono poco a poco calate, parlando del 75% nei quartieri in cui fosse stato avviato il "porta a porta", quindi qualcosa come il 40% in totale. Risultato, insomma, che è comunque il doppio di quanto raggiunto finora dalla nuova Giunta. Fatto sta che pure l'estensione del "porta a porta" ha subito pesanti battute d'arresto. Scampia, dove il servizio doveva partire già in estate, ha invece dovuto attendere l'autunno e poco dopo è poi toccato a Posillipo. Alla fine del 2011 Napoli si ritrova coperta al 25%, con 250mila utenze anzichè le 500mila previste.

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