RIFIUTI IN CAMPANIA: SI VA VERSO LE SANZIONI DELLA UE

IL 15 GENNAIO SCADE LA PROROGA. NON C'È ACCORDO SUL LUOGO DEL TERMOVALORIZZATORE
9 dicembre 2011 - Carlotta de Bellis
Fonte: Il Secolo

E` il 15 gennaio 2012 la "deadline" per evitare la sanzione sulla gestione dei rifiuti. Entro quella data la Commissione europea attende dall'Italia la risposta alla lettera di messa in mora, inviata lo scorso 29 settembre, per la gestione della spazzatura in Campania. Joe Hennon, portavoce del commissario europeo all'Ambiente Janez Potocnik, ha fatto sapere che la proroga chiesta dal governo italiano è stata concessa anche se non saranno i due mesi richiesti, ma 40 giorni. La proroga concessa è l'ultima chance perché - è stato sottolineato - «la normativa europea non permette una seconda proroga ad uno Stato membro».
II presidente della Giunta regionale di centrodestra, Stefano Caldoro, ha commentato la proroga, precisando che «dobbiamo rispondere, in tempi brevissimi, con grande lealtà istituzionale, così come fatto dal primo giorno, ognuno per le competenze che ha». Se non arriveranno risposte, l'Italia sarà deferita alla Corte di giustizia europea e la condanna sarebbe accompagnata da pesanti ammende. Con la lettera di messa in mora, l'Europa ha chiesto tempi certi sulla realizzazione di quanto previsto dal piano: discariche, differenziata, impianti intermedi e finali, termovalorizzatori.
Da sempre contrario a questo tipo di impianto, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha ribadito che «non c'è stato alcuno scambio di luoghi nei quali costruire il termovalorizzatore da Napoli a Giugliano». Lo scorso sabato, quando si è svolto il vertice tra le istituzioni locali e il ministro del'Ambiente, Corrado Clini, «abbiamo ottenuto che l'impianto di Napoli est fosse stralciato dal progetto, così è stato cestinato l'accordo Bertolaso-lervolino-Bassolino». Caldoro ha chiarito che «allo stato non c'è alcuna decisione su dove eventualmente può essere delocalizzato l'impianto. Leggo che non si fa sicuramente più a Napoli, ma si fa a Giugliano - ha detto - L'impegno non è questo, ma trovare la soluzione tecnica, funzionale ed economica più utile a risolvere il problema». Gli impianti finali che - ha precisato Caldoro - «sono sempre previsti», hanno «rilevanza provinciale» ed è in quell'ambito che «vanno risolti i problemi. Non vi possono essere veti politici, è legittimo avere posizioni politiche - ha precisato - ma la decisione, che va presa in fretta perché non possiamo perdere tempo, è una cosa diversa e va presa nell'interesse dei cittadini».
L'altro giorno la commissione parlamentare Ecomafie ha ascoltato proprio i vertici di Regione e Comune per comprendere la situazione. Al termine, il quadro tracciato dal presidente Gaetano Pecorella è di «nebulosità»: «Rispetto al passato c'è maggiore consapevolezza del problema, ma non certezza sui tempi - ha evidenziato - C'è la presa d'atto che l'Europa non aspetta e che bisogna fornire risposte perché, scaduta la proroga, non si potrà più evitare la multa. Il problema più serio - ha concluso - è che ci sono idee diverse sul termovalorizzatore tra sindaco e governatore. Per questo non si hanno certezze sui tempi, ma così non si evita la sanzione». «La situazione non è di emergenza, ma siamo in crisi strutturale, in particolare Napoli e provincia, in parte minore Salerno - ha detto il governatore Caldoro al termine dell'audizione in commissione - Dobbiamo realizzare tutta quella filiera istituzionale che risponda ai segmenti iniziali di competenze di Comuni e Province che devono provvedere a differenziata e impiantistica primaria, discariche e impianti intermedi». Di fronte alla «crisi strutturale», per Caldoro, «occorre concentrarsi per garantire un adeguato livello strutturale e fare quello che l'Europa ci chiede, cioè discariche, non per il tal quale, ma quelle per la frazione biostabilizzata». Negli stir già esistenti servono «lavori di biodigestione e sono già partiti». Dove si sono fermati, come a Tufino, è «perché ci sono giacenze».

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