Occupata per alcune ore dai consiglieri di maggiorana e opposizione la stanza del sindaco: basta scelte calate dall'alto, questa città ha già dato tanto all'emergerva rifiuti

Spettro del termovalorizzatore a Giugliano Pianese scrive a Caldoro: subito un incontro

L'Assise ha votato la settimana scorsa un ordine del giorno contro l'inceneritore
L'accordo La costruzione dell'impianto è previsto nel nuovo piano regionale dei rifiuti
6 dicembre 2011 - Antonio Mangione
Fonte: Cronache di Napoli

GIUGLIANO - Il sindaco Pianese ribadisce il suo no al termovalorizzatore e scrive al presidente della Regione Caldoro a cui ha chiesto un incontro ad horas. S'infiamma lo scontro tra Comune l'amministrazione comunale, Regione e Comune di Napoli dopo l'accordo sul piano regionale dei rifiuti che ha sancito la necessità di costuire a nella terza città della Campania l'inceneritore per smaltire le ecoballe e quelli che saranno prodotti a Napoli e provincia. Ieri mattina un gruppo di consiglieri comunale di maggioranza ed opposizione ha occupato per l'intera mattinata la stanza del sindaco, chiedendo un incontro ad horas con il presidente della Regione Stefano Caldoro. Il sindaco ha deciso di scrivere al governatore della Campania chiedendogli un incontro ad horns. "Non hanno tenuto conto della legge nazionale del 2008 che stabilisce l'impossibilità di realizzare sul territorio comunale, impianti per il trattamento finale dei rifiuti. Siamo pronti ad opporci, questa volta non presteremo il nostro territorio alla causa napoletana o campana" - afferma Pianese. I consiglieri comunali hanno protestato contro l'ennesima decisione calata dall'alto e attaccato apertamente il sindaco di Napoli De Magistris e il vice Sodano che hanno avallato la decisione. "De Magistris ha vinto la sua personale battaglia con l'avallo di Cal-doro e di Cesaro delocalizzando il termovalizzatore di Napoli est a Giugliano - afferma polemicamente Carmine Maisto di Fli - Ringraziamo la triade per il regalo di Natale, pertanto chiediamo che tutti i consiglieri comunali si devono sentire coinvolti nel presidiare il comune costantemente ad azioni politiche mirate ad evitare l'ulteriore disastro alla nostro territorio". A rincarare la dose Luigi Segnino capogruppo dell'Udc: "Ancora una volta Giugliano è stata individuata come vittima sacrificale, basta scelte calate dall'alto". E' stata la Commissione europea, in un passaggio della lettera di messa in mora inviata all'Italia sul tema dei rifiuti, a risollevare il problema delle ecoballe, sottolineando come "le autorità italiane non hanno previsto ancora come caratterizzare le eco-balle in un apposito impianto da realizzare a Giugliano-Villa Literno, che avrà una capacità compresa tra le 400mila e le 500mila tonnellate l'anno e che entrerà in funzione nel 2014". Il documento sottolineava inoltre che: "poichè le ecoballe ammontano a circa 6 milioni di tonnellate, occorreranno dai 12 ai 15 anni per smaltire tutte le ecoballe una volta che l'inceneritore ad hoc sarà entrato in funzione". Cio' significa che, secondo quanto previsto dalle autorità italiane, lo smaltimento definitivo di tutte le eco-balle non potrà essere ultimato prima dell'anno 2026". Alla Commissione, specificava il documento, "non è stata fornita nessuna informazione sull'evo- luzione delle procedure attinenti alla reali77a7ione di tale impianto". L'accordo è stato raggiunto sabato da Governo, Regione, Provincia e Comune di Napoli nel summit in Prefettura che ha visto partecipe anche il ministro all'Ambiente Climi. Mentre nella zona di Napoli est, al massimo potrebbe essere costruito un sito di compostaggio: ma non l'inceneritore, a Giugliano è prevista la costruzione dell'inceneritore necessario per smaltire le sei milioni di eco-balle che stazionano da anni sui terreni a confine tra Giugliano e Villa Literno, ma anche per scongiurare altre emergenze, pro-trebbe bruciare prima quelle di nuova produzione.

Giugliano Uno dei ten tori biù inquinati d'Italia

La città di Giugliano risulta essere tra i territori più inquinati dell'intera regione, con una concentrazione di veleni unica, con centinaia di siti vanamente definibili: discariche incontrollate, discariche controllate, piattaforme di stoccaggio, impianto di Cdr poi convertito in Stir. E dal 1998 che i governi nazionali e regionali che si sono succeduti assumono impegni per la bonifica dei siti inquinati di questo territorio. A dispetto di questi impegni, la bonifica non è mai realmente partita. Mentre, però, la bonifica, la caratterizzazione, l'analisi delle matrici ambientali inquinate restano al palo, Provincia e Regione, vanno spedite sulla questione termovalorizzatore.

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