«Coppa America vicino il via libera dal ministero»

Sodano assicura: controlli ok presto la conferenza dei servizi Oggi l'incontro con Clini
2 dicembre 2011 - Luigi Roano
Fonte: Il Mattino

La novità del giorno sulla Coppa America di vela la racconta il vicesindaco Tommaso Sodano: «Dal ministero dell'Ambiente ci fanno sapere che le analisi sono a posto, ho parlato oggi col direttore del dicastero Crimaldi e mi dice che sta per convocare la conferenza dei servizi. L'organismo si convoca di solito per dare l' ok. Poi domani arriva il ministro Clini e chiederemo anche a lui notizie e di sbloccare la situazione. Il tempo ormai stringe, siamo ai limiti». Manca ancora il terzo sì, quello della Procura, che sulla colmata a mare, location delle regate, ha aperto un'inchiesta preventiva per verificare se il sito è talmente inquinato da non potere ospitare persone. La bonifica tocca allo Stato in quanto sito di interesse nazionale. E poi pende un altra inchiesta su quanto svolto dalla Bagnolifutura, la società di trasformazione che ha il compito di recuperare l'area ex Italsider, per omessa bonifica. Due riflettori accesi su aspetti e luoghi nettamente distinti di Bagnoli. Il procuratore Giovandomenica tepore promette «tempi stretti» ma nessuno sconto. «Se la zona è inquinata e c'è pericolo per le persone bisognerà scegliere un'altra zona. Le cose si fanno dove si possono fare» ha detto meno di 24 ore fa. Situazione difficilissima e in questo clima si riunisce oggi la società di scopo varata da Regione, Comune, Provincia e Unione industriali, il soggetto attuatore dell'America's Cup a Bagnoli. Si lavorerà sul cronoprogramma per capire che tempi di attesa ci sono. Non più di una settimana, calendario alla mano, è quanto si può aspettare. C'è tensione e amarezza soprattutto per l'inchiesta che in qualche modo rischia di demoralizzare tutti i protagonisti della vicenda. La domanda che ci si pone in tutti i palazzi in questione è perché non si è agito prima visto che sulla colmata non è stato fatto nulla dalla chiusura della fabbrica del ferro a oggi, se non la messa in sicurezza. E soprattutto ci si rigira tra le mani le analisi. Su 250 campioni di terreno e di acqua presi, solo 4 non coincidono con i test degli ultimi mesi. Sostanzialmente per gli enti preposti alla tutela della salute pubblica e del territorio - Istituto superiore di sanità e Arpac - c'è il nulla osta. Farla altrove, come suggerisce tepore, l'opzione B ampiamente presa in considerazione dagli enti locali e dagli industriali, non è cosa semplice. Nisida resta l'area più abbordabile. Poi ci sarebbe il litorale di Castelvolturno, c'è chi ha azzardato Ischia. Ma Napoli, Bagnoli, è stata la scelta dagli americani di Acea che non è detto accettino altre soluzioni. E se si considera che Venezia ha già avuti due preregate, la cosa più semplice per gli americani è rimanere in laguna non per due tappe ma per quattro. Con Napoli beffata propio quando la sinergia istituzionale e pubblico privato funziona come non mai. A quel punto salterebbe il contratto con Napoli e scatterebbero le penali. Con ciascuno che dovrà a quel punto assumersi le responsabilità. E pagare di tasca propria e affrontare le aule dei tribunali per spiegare come stanno le cose. Ci sarebbero a confronto tra le 3 e le 5 verità. Una barzelletta più che la ricerca della verità. Sullo sfondo un flop significherebbe ritardare ulteriormente il rilancio di Bagnoli e un altro durissimo colpo all'immagine della città.

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