Rifiuti, De Magistris contro Clini È scontro sull'esercito a Napoli

Il ministro dell'Ambiente insiste: «È una questione di ordine pubblico». Ma il sindaco respinge l'idea perché Napoli, dice, «è uscita da sola dall'emergenza. Ora servono fondi». Ancora bufera sul termovalorizzatore.
2 dicembre 2011 - Virginia Lori
Fonte: Unità

NAPOLI Tesi e posizioni diverse sull'opportunità di inviare l'esercito a Napoli per occuparsi di rifiuti. Da un lato il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, da Trieste, rilancia la possibilità di ricorrere al contributo dei soldati, sottolineando che quella dei rifiuti a Napoli «non è una faccenda di organizzazione della raccolta, ma una questione di ordine pubblico» e, in quanto tale, va risolta «con le forze dell'ordine ed eventualmente con l'esercito». Il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, dal canto suo, sottolinea però che occuparsi di rifiuti «non è nostro compito». Da Napoli, il sindaco Luigi de Magistris, invece, risponde che i soldati non servono, così come non sono necessari termovalorizzatori. «I co imissariamenti non hanno portato a nulla di buono e l'esercito non serve - sostiene - abbiamo bisogno di aiuto dal governo, chiediamo ciò che ci spetta: soldi per la differenziata, per l'impiantistica adeguata e per la sfida della rivoluzione ambientale». Perché Napoli, ribadisce, «è uscita dall'emergenza senza esercito o leggi speciali. Quando sabato il ministro sarà qui glielo diremo». Domani, infatti, -è in programma un vertice tra Clini, il sindaco, il governatore Stefano Caldoro, e il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro.
NO AL TERMOVALORIZZATORE Nessuna er tergenza in città, precisa comunque il sindaco, insieme con il suo vice Tommaso Sodano confermando il "no" di Palazzo San Giacomo al termovalorizzatore. «Quell'impianto non risolve il problema immediato dei rifiuti - spiega il sindaco - l'inceneritore sarebbe pronto tra quattro anni. In ogni caso spetta alla Regione farlo e il bando che hanno indetto è andato deserto, segno che neppure gli industriali lo vogliono». «Non capiamo perché si parli di emergenza - afferma Sodano - Il sospetto è che dietro questa evocazione ci sia qualche regia occulta». Anche il procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore ha espresso la sua contrarietà all'invio dell'esercito a Napoli: «Sono sempre stato contrario all'esercito come protezione del territorio. Questa è una storia vecchia sulla quale sono sempre stato contrario». Caldoro invita a «non creare allarmismi», anche se «la situazione è molto seria». «Siamo di fronte a un'oggettiva crisi strutturale - spiega - perché Napoli e provincia, e in parte Salerno, ci hanno già comunicato la loro non autosufficienza». Con Climi, «faremo il punto e il Governo ci ha già garantito di essere disponibilè se ci sarà bisogno di nuovi interventi». Il presidente della Giunta campana ha inoltre ricordato gli impegni presi con l'Europa che chiede «di aprire subito discariche, rispondere alla sfida della differenziata e arrivare alle procedure sull'impiantistica, che sono di competenza della Regione». Favorevole all'invio dell'esercito Cesaro. per il quale i soldati possono «per esempio risultare molto utili una volta che si è deciso quali siti aprire per le discariche». Cesaro, inoltre, vuole che il commissario per le discariche, Annunziato Vardè, possa agire in deroga alle normative vigenti, «altrimenti è quasi impossibile riuscire a trovare sul territorio provinciale siti idonei».

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