TRA SCONTRI DI PIAZZA E RIFIUTI, DE MAGISTRIS PENSA A UNA... TORRE

26 novembre 2011 - Lidio Aramu
Fonte: Il Secolo

Mattinate di tensioni, scontri con i manifestanti, poliziotti feriti, arresti, lavoratori in piazza, disoccupati che bloccano tutto un giorno sì e l'altro no, le polemiche su Roberto Vecchioni, la stangata europea sui rifiuti. E a Napoli, di tutta risposta, spunta una "torre", una ziqqurat, una specie di costruzione templare che il centrosinistra vuole far sorgere a Bagnoli. Si protenderà verso il cielo per oltre 80 metri ed affonderà le sue fondamenta nell'area del Parco tecnologico. Un'idea che fa a cazzotti con i problemi di Napoli e le esigenze di uno sviluppo che tarda a partire. Il tanto decantato porto canale, infatti, che avrebbe dovuto valorizzare gli investimenti alberghieri sparisce. Ma non nel nulla. Riappare, sotto forma di approdo turistico, lungo il litorale di Coroglio, compreso tra i due pontili ed un'ampia parte della famigerata colmata. Le stesse leve su cui faceva perno il progetto di Vezio de Lucia appaiono seriamente compromesse. La lodevole idea di recuperare alla pubblica fruizione, la spiaggia di Coroglio - l'unico arenile dei napoletani - può ben dirsi tramontata sia per la "privatizzazione di fatto" determinata dalla presenza degli stabilimenti balneari, sia per la permanenza degli edifici della Città della Scienza e del cosiddetto borgo dei pescatori. Anche la rimozione della colmata a mare di Bagnoli, la bonifica dell'arenile e dei fondali marini di Coroglio, e il ripristino della morfologia naturale della linea di costa sebbene fossero dettati dalla legge 582 del 1996, sono rimasti lettera morta. Ed è solo grazie all'ostinazione delle associazioni ecologiste, le quali hanno svolto il lavoro che avrebbe dovuto essere proprio dei partiti di opposizione in Consiglio comunale, se la magistratura ha final *** mente aperto delle inchieste. L'ultima delle quali riguarda le possibili ingerenze della criminalità locale nell'appalto per le opere della Vuitton Cup. Il parco pubblico - altro punto di forza della Variante de Lucia - costituente una sorta di risarcimento del danno ambientale patito dall'area per l'uso improprio del territorio, rischia di essere seriamente rimaneggiato dalle continue varianti in corso d'opera. Con la delibera di Giunta n. 1693 del 23 ottobre 2009, l'amministrazione Iervolino ha, infatti, tolto spazio a beni e servizi per assegnarlo all'edilizia. Parco che con i suoi 110 ettari dovrebbe connettersi all'ampia fascia di verde protetto che si estende dall'isolotto di Nisida al promontorio di Posillipo e lungo i versanti occidentali della collina fino a Fuorigrotta. Ed è proprio in quest'ambito che il Dipartimento Ambientale del Comune di Napoli ha autorizzato, nonostante l'esistenza del vincolo paesaggistico, la costruzione della torre. Una smaccata operazione finalizzata alla realizzazione e alla vendita di locali a uso ufficio. La ziqqurat, circondata da ben otto edifici, indicherà l'esatta ubicazione del Polo Tecnologico Ambientale di Bagnoli. Un insediamento questo che continua a far discutere sia per la sua collocazione che altri avrebbero ritenuta più in linea con le destinazioni d'uso fissate per il rilancio dell'area orientale, sia per l'acquisto dei suoli avvenuto senza alcuna gara pubblica, sia perché per la sua realizzazione è stata "sacrificata" una pineta tutelata dal vincolo paesaggistico. L'abbattimento di oltre 250 pini ha procurato alla Bagnoli Futura una denuncia del Corpo Forestale dello Stato alla Procura della Repubblica in quanto effettuato senza la necessaria autorizzazione della Soprintendenza. Mancanza che la Bagnoli Futura ha tentato di ovviare, strappando a scempio già perpetrato, alla Commissione edilizia integrata, un parere favorevole a "sanatoria". Anche il sindaco de Magistris aveva tra i punti qualificanti del suo programma elettorale l'esigenza di ripartire da Bagnoli, effettuando una vera bonifica, salvo poi garantire la continuità degli indirizzi e della metodica individuati e posta in essere dalla giunta Iervolino, la peggiore amministrazione comunale della storia di Napoli. I napoletani si aspettavano dal sindaco almeno un segnale di discontinuità. Sarebbe bastato un suo intervento per far luce sulle incongruenze della concessione decennale del Parco dello Sport. Una cittadella per gli sport, unica nel suo genere in tutta la Campania. 170mila mq in cui si ritrovano 8 campi di calcetto con l'era sintetica, due da basket, due per la pallavolo, quattro campi di tennis, piste e pedane per l'atletica, due piste per hockey-pattinaggio, due piste per il tiro con l'arco, una pista per roller blade, uno skate park, tre aree parcheggio per 216 posti auto e 180 posti moto e altre attrezzature per il tempo libero, date in concessione per dieci anni alla Soccer Club Colli Aminei - una ditta individuale e senza personale - per soli 60mila euro all'anno. Poco più del canone annuale di un capannone commerciale di 100 metri quadrati.

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