Sindaci in rivolta: subito il blocco del passaggio alle Province. Il nodo Consorzi: gli esuberi costano 25 milioni

L'emergenza ambientale «La raccolta ai Comuni o a Natale rifiuti in strada»

La proposta Il presidente Cuomo: dopo il Tar il caso è già all'attenzione della Corte costituzionale
26 novembre 2011 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

«Se non si vara immediatamente una legge per lasciare ai Comuni il compito di raccogliere i rifiuti e gestire la differenziata, dal primo gennaio precipiteremo nel caos.: ne è convinto il presidente dell'Anci Campania Vincenzo Cuomo che ha scritto al ministro all'Ambiente, alla Regione e alle Province. La proposta: far partire subito i tavoli di concertazione in attesa di un intervento del governo e del Parlamento che restituisca ai Comuni le competenze che erano state tolte dalla legge del I gennaio del 2009. Una preoccupazione, quella di Cuomo, condivisa dai sindacati dei lavoratori dei consorzi di bacino che dovrebbero essere assunti dalle Province: queste, però, hanno evitato accuratamente di fare qualsiasi passo sulla strada dell'applicazione della legge. Per questo un migliaio di dipendenti ha provocatoriamente presentato domanda di assunzione alle Province e i sindacati autonomi hanno indetto due giornate di sciopero per il 2 e il 16 dicembre. Anche i consorzi, infatti, lo prevede la legge, dovrebbero essere sciolti dal primo gennaio. Del resto è previsto anche lo scioglimento, tramite legge costituzionale, delle stesse amministrazioni: si corre dunque il rischio di attribuire nuove competenze a enti che stanno per cessare l'attività. L'ennesimo paradosso del settore rifiuti: legge dopo legge le cose si complicano, si aggrovigliano e le soluzioni appaiono sempre più lontane. Una norma regionale prima, e un decreto nazionale poi avevano attribuito alle Province tutte le competenze in materia di gestione del ciclo dei rifiuti e avevano stabilito che i Comuni consegnassero anche le anagrafi tributarie. Poi era intervenuta una proroga e il tutto era stato rinviato al primo gennaio 2012. Le Province hanno intanto appaltato il servizio di riscossione della Tarsu. Ma il Tar di Salerno, lo rileva Cuomo nella lettera al ministro, ha palesato dubbi sulla legittimità del provvedimento e ha rinviato la questione alla Corte Costituzionale. D'altra parte in una serie di incontri con l'assessore regionale Giovanni Romano, la Provincia di Napoli, ha sottolineato l'impossibilità di assumere il servizio di raccolta e di dare lavoro non solo a chi già vi è impegnato, ma anche agli 881 lavoratori dei consorzi di bacino. Così nessun provvedimento concreto è stato varato e la situazione è ormai immobile. Il rischio caos denunciato da Cuomo, è dunque molto più di un'ipotesi. Una delle proposte in campo è quella di introdurre nel decreto di fine d'anno la proroga delle proroga. Ma 1'Anci chiede invece un provvedimento definitivo che azzeri le scelte compiute tre anni fa e ridisegni le competenze lasciando ai Comuni la raccolta e affidando alle Province lo smaltimento: una soluzione che non risolverebbe però il problema dei consorzi che potrebbero essere prorogati. In questo caso resterebbe ancora sulla carta la pianta organica approvata da Bertolaso che prevede 424 esuberi. Un ritardo che finora è costato alle Province interessate, quelle di Napoli e Caserta, un surplus di spesa di almeno 25 milioni. Soldi che saranno pagati dai contribuenti attraverso la Tarsu che, tra trasferimenti e organici gonfiati, continuerà a salire.

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