Termovalorizzatore aziende da ripescare sul modello Milano

Tre società al vaglio della Regione il precedente della «Sea-Serravalle»
25 novembre 2011 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Missione romana per i vertici regionali. Obiettivo: risolvere il caso termovalorizzatore nel più breve tempo possibile evitando l'ostilità del sindaco de Magistris e conservando le facilitazioni connesse con il Cip6. L'ipotesi più accreditata sembra, al momento, quella di delocalizzare l'impianto aGiugliano in maniera da utilizzare il Cip6 anche per bruciare le basse. Bisognerebbe poi assegnare la realizzazione dell'inceneritore riaprendo la trattativa almeno con le tre le imprese che avevano manifestato interesse all'affare. Il tutto dopo aver convinto la commissione europea a prorogare i termini dell'ultimatum lanciato il 29 settembre puntando sul credito conquistato a Bruxelles dal presidente Monti. A Roma ieri con il governatore Caldoro e l'assessore Romano, è arrivato anche il commissario Alberto Carotenuto, al quale in ultima analisi toccherà decidere come andare avanti dopo che il bando per Napoli est è andato deserto e A2A ha presentato una sorta di manifestazione di interesse solo a termini scaduti. Molti, ora, fanno notare l'analogia con la vicenda milanese delle quote Sea-Serravalle» messe in vendita dal Comune di Milano. Anche li alla scadenza del bando a fine ottobre non era arrivata alcuna offerta. Anche ll una proposta di acquisto è arrivata qualche ora dopo da una e una sola azienda, e la vicenda ha rischiato di spaccare l'amministrazione di Giuliano Pisapia: feroce il dibattito sulla strada da prendere per andare avanti e riuscire a vendere le quote. Certo è che se si affermasse la tecnica dell'offerta posticipata si annullerebbe nei fatti la concorrenza prevista dal sistema delle gare. La A2A ha insistito nel chiedere impegni precisi per la delocalizzazzione che permetterebbe di evitare l'ostilità di de Magistris, ma se si producessero atti e impegni precisi in una trattativa privata le altre ditte che si erano segnalate come nntrphhprn interessate all'affare ricorrere alla giustizia amministrativa. E in quel caso invece di guadagnare tempo si andrebbe incontro a ulteriori rallentamenti. D'altronde rifare la gara vorrebbe dire rinviare l'ipotetica data dell'avvio del termovalorizzatore almeno al 2018. Perciò starebbe prendendo quota la terza via: quella della trattativa a tre. Nei prossimi giorni la situazione si dovrebbe chiarire. Ottimisti, invece, sembrano tutti gli amministratori di Regione, Provincia e Comune sulla possibilità di ottenere dal commissario europeo Jan Potocnik i tempi supplementari per presentare le controdeduzioni alla lettera inviata dall'Europa il 29 settembre. Non c'è unanimità, però, su come si potrebbe utilizzare il rinvio della scadenza: de Magi-stris chiede a Caldoro di impegnarsi a restituire le aree di San Giovanni destinate al termovalorizzatore per potervi invece realizzare un sito di lavorazione dell'umido; Cesaro chiede al governo un rafforzamento dei poteri del commissario Vardè per aprire le discariche; l'assessore Romano vuole d a tutti impegni precisi nel rispetto del piano regionale. E la possibilità di una posizione condivisa è sempre più lontana, mentre si avvicina la stangata dell'Unione europea.

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