Il commissario Potocnik: non ci sono scuse E Roma chiede una proroga alla scadenza

Supermulta dall'Ue «Ritardi vergognosi sul piano Campania»

La previsione Audizione al Parlamento europeo: «Ci vorranno molti anni per tornare alla normalità»
23 novembre 2011 - David Carretta
Fonte: Il Mattino

BRUXELLES. La crisi dei rifiuti in Campania è «una vergogna che va avanti da anni», ha detto ieri il commissario europeo all'Ambiente, lanez Potocnik, in un'audizione davanti alla commissione Petizioni dell'Europarlamento. «Napoli è una storia di cui nessuno può essere fiero», ha spiegato Potocnik, invitando le autorità locali e nazionali a «muoversi in fretta» per trovare una soluzione complessiva al problema immondizia: «Non ci sono scuse».
Mancano pochissimi giorni al termine entro cui le autorità italiane devono rispondere alla messa in mora della Commissione europea, pena il deferimento davanti alla Corte di Giustizia e il rischio di una multa da decine di milioni di euro. Le parole di Potocnik riflettono l'irritazione e l'esasperazione dell'esecutivo comunitario per l'ennesimo ritardo da parte di comune e provincia di Napoli, Regione Campania e governo nazionale, che non sono ancora riuscite a presentare un piano rifiuti serio e coerente.
Lo smaltimento dei rifiuti in Campania è stato «gestito in modo pessimo» e «i problemi si sono accumulati. nel tempo, al punto che «siamo arrivati a una situazione in cui ci vorranno almeno vent'anni per smaltire le ecoballe», ha detto Potocnik. Secondo il commissario europeo, è una situazione «spaventosa». Per questo, «non ci saranno soluzioni veloci» alla crisi dell'immondizia: serviranno anni prima di tornare alla normalità. Ma anche se ci vuole «tempo» per risolvere definitivamente il problema, ha avvertito Potocnik, altre misure come la raccolta differenziata «devono essere messe in atto e in fretta. Non ci sono scuse».
La Commissione europea «continuerà ad aumentare la pressione» sulle autorità italiane affinché presentino al più presto il piano rifiuto promesso da tempo. Questa settimana scadono i due mesi che l'esecutivo comunitario aveva concesso all'Italia, per rendere note le misure che intende porre in essere «con azioni precise e in tempi brevi» all'emergenza rifiuti. Come anticipato dal Mattino ieri, in mancanza di una risposta, l'esecutivo comunitario si prepara a portare nuovamente l'Italia davanti alla Corte di Giustizia dopo la condanna del 2010 e a chiedere «una multa molto importante». Almeno 20 milioni di euro - secondo le stime di Bruxelles - che si sommerebbero al congelamento dei fondi 145 milioni di fondi Por e Fas per la Campania deciso dalla Commissione all'epoca dell'apertura della procedura d'infrazione nel 2007.
«Tutto quello che il Comune doveva fare in tema di rifiuti lo sta facendo e, anzi, fa di più», ha risposto ieri il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che ha rigettato la responsabilità per la mancata presentazione del piano sul presidente della Regione, Stefano Caldoro. «Si deve chiedere al presidente Caldoro che intrattiene i rapporti direttamente con Bruxelles», ha detto de Magistris. L'eurodeputato Enzo Rivellini ha risposto chiedendo all'esecutivo europeo di «commissariare il Comune» perché «esiste un piano rifiuti accettato dall'Europa che la Commissione deve far rispettare».
In realtà, spiegano fonti comunitarie, «non c'è alcun piano rifiuti concordato con l'Europa e la Commissione non ha alcun potere di commissariamento». Agli occhi di Bruxelles, lo scarica barile locale non fa altro che «aggravare la situazione». «Abbiamo avuto un lungo dibattito. Abbiamo avuto molti incontri istituzionali. Abbiamo lanciato molti avvertimenti. Ma non ci sono evoluzioni», aveva spiegato lunedì il portavoce di Potocnik, loe Hannan: «mancano pochi giorni» alla scadenza dell'ultimo ultimatum. Ma la pazienza di Bruxelles è finita da tempo. Ieri l'assessore della Regione Campania, Giovanni Romano, ha incontrato a Roma il neo ministro dell'Ambiente Corrado Clini. «E in corso, da parte del governo ha spiegato Romano - una richiesta di proroga rispetto alle scadenza dei termini per i chiarimenti da fornire a Bruxelles. E il governo, infatti, che mantiene, in intesa con gli enti locali, i rapporti con la Ue. La Regione Campania ha già lavorato per consentire al Dicastero competente di avviare l'iter necessario».

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