Un'indagine dell'Istituto di fisiologia clinica del Cnr

Aumentano i morti e i tumori nelle zone dei rifiuti pericolosi

15 novembre 2011 - Cristina Zagaria
Fonte: Repubblica Napoli

DA ACERRA a Terzigno, 560 mila abitanti, 35 comuni: è allarme tumori. Un allarme strettamente legato alle discariche abusive, ai sistemi di incenerimento obsoleti, ai rifiuti pericolosi, a una Regione che, uscita dall'emergenza (anche se in una fase di passaggio), deve fare i conti con gli effetti di un territorio violato e abusato in nome del grande business dei rifiuti. Più morti, malformazioni e maggiore incidenza di tumori: questo il quadro sugli abitanti della Campa-nia chevivono vicino a rifiuti pe -ricolosi, in base a una serie di studi condotti tra il2004 e il2011. I dati sono dell'Istituto difisiologia clinica del Cnr di Roma e di Pisa e sono stati pubblicati per il convegno dell'Associazione italiana epidemiologia (Aie).
In particolare, è stata riscontrata nell'area del registro tumori dell'Asl Napoli 4, una maggiore incidenza di cancro al polmone, fegato, testicolo, esofago, laringe, tiroide, linfoma non Hodgkin, leucemie nei maschi, e più casi di cancro al rene, cervello, leucemia e mieloma nelle donne. Nei soggetti residenti vicino a siti di abbandono di rifiuti pericolosi sono stati osservati invece livelli maggiori di diossine, furani, policlorobifenili, (per le combustioni illegali) nel latte materno. Secondo l'Aie il trattamento in discariche controllate e in impianti moderni di incenerimento non costituisce problemi per la salute. I maggiori rischi derivano invece dalle emissioni da discariche e siti di abbandono illegali, da impianti d'incenerimento con tecnologie obsolete e dalle combustioni incontrollate di rifiuti. «Stiamo attenti a non lanciare allarmi affrettati — avvisa Raffaele Calabrò, consigliere pe rla Sanità del governatore Caldoro — bisogna vedere su che criteri è basato questo studio. Senza dubbio l'Asl Napoli 4 ha un registro tumori aggiornato e attento». Ma per chi vive sul territorio a parlare sono le storie: «Ci vediamo morire gli amici attorno — dicono le Mamme vulcaniche di Terzigno — Nel giro di un anno già tre di noi si sono ammalate. In primavera abbiamo fatto uno screening per i tumori alla tiroide e abbiamo rilevato un'incidenza del 70 per cento». A Terzigno a fare paura è la bomba ecologica di Cava Sari, ma anche Cava Ranieri, usata dalla camorra per seppellire, appunto rifiuti tossisci e pericolosi e radioattivi e abbandonata da 15 anni.

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