CONTINUANO I RILEVAMENTI RICHIESTI DAI PM: DISPOSTI NUOVI ESAMI. IL SINDACO: AMERICA'S CUP OCCASIONE PER RILANCIARE L'AREA

Bagnoli, analisi anche sul mare

12 novembre 2011 - Andrea Acampa
Fonte: Cronache di Napoli

Nuove analisi su Bagnoli. I pm della Procura partenopea vogliono vederci chiaro e dopo le analisi effettuate sui suoli scattano quelle sul mare. Acque velenose, almeno secondo quanto affermato, con dati alla mano, da alcuni studiosi dell'assise di palazzo Marigliano. Le analisi, dopo quelle dei giorni scorsi, non si fermeranno, almeno non ancora. Anche lunedì e martedì sono in previsione nuovi prelievi di acqua e terreno, per i risultati ci vorranno almeno quindici giorni. Non basta. Non sono sufficienti i campionamenti, in tutta l'area ci sarà anche un'analisi dei rischi. Intanto, chi ha puntato tutto, in termini di credibilità e visibilità sulla futura tappa dell'America's cup a Bagnoli suda freddo. Non è escluso, infatti, qualora i rilevamenti fatti siano oltremodo preoccupanti, con dati fuori norma e rischi elevati per la salute, che arrivi uno stop da parte della Procura. Questo è l'epilogo che da Palazzo San Giacomo, e non soltanto da lì, temono di più. Adesso non c'è più semplicemente fretta, è una vera e propria corsa contro il tempo. Dopo il primo stop della ministra Stefania Prestigiacomo, che poche settimane fa precisò di non avere dato il proprio via libera per la Coppa America a Bagnoli, il ministero per l'Ambiente ha chiesto nuove analisi sulla colmata al Comune di Napoli, che ha girato la richiesta a Bagnolifutura. E, in una sorta di storia infinita, i carotaggi sono cominciati giovedì. Alle operazioni ha preso parte l'Arpac e hanno assistito alcuni agenti di polizia giudiziaria. Già, perché la Procura, più esattamente la pm Stefania Buda, ha chiesto che le sia consegnata parte delle sostanze prelevate, probabilmente per farle analizzare a propria volta. Non stupisce, visto che sulla prudenza del ministero nel concedere il placet definitivo pesano certamente anche le inchieste dei magistrati napoletani, ai quali alcune associazioni di ecologisti hanno chiesto di sequestrare la colmata. La stessa pm Buda, titolare del fascicolo assieme al collega Federico Bisceglia, dovrebbe sentire sulla vicenda Marco Lupo, direttore generale del ministero dell'Ambiente, altri funzionari dell'Istituto superiore di Sanità oltre quelli già sentiti nei giorni scorsi a Roma, gli assessori comunali all'Ambiente e all'Urbanistica, i loro omologhi della Provincia e forse addirittura la ministra Prestigiacomo. Oltre a Paolo Graziano, presidente dell'Unione industriali e della Acn, la società di scopo creata per gestire l'evento velico, il quale però non ha certo alcuna responsabilità sui problemi relativi all'inquinamento e alla bonifica dell'area. Intanto, il sindaco partenopeo intende cogliere l'occasione della Coppa America come grande vetrina per Napoli e per accelerare definitivamente il rilancio di Bagnoli. Questo almeno è quanto l'ex pm, Luigi de Magistris, dichiara. «Non possiamo permettere che Bagnoli rimanga un museo: si facciano tutti gli accertamenti - assicura il primo cittadino - io sono il primo a chiederli ma alla fine ci vuole una parola definitiva. Anche se c'è una parola critica la dobbiamo superare: Bagnoli - ricorda - è un'area enorme, non può rimanere un museo o una realtà a cui le persone hanno paura di avvicinarsi perchè la considerano pericolosa: diciamo questo da è 15 anni ora chi ha delle responabilità deve dire una parola definitiva». De Magistris, commentando le nuove analisi della colmata con i carotaggi ha detto che «Bagnoli deve essere restituita non solo ai napoletani, ma al mondo. Io sono testardo, Bagnoli avrà il suo sviluppo come è giusto che sia, quindi andiamo avanti perchè ce lo chiedono tutti e non ci fermeremo».

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