Gli ambientali «senza stipendi né benzina»

Astir, Kuadra e Bros paralizzano la city Foria e il lungomare

Tre cortei e irruzione alla Regione
11 novembre 2011 - Fabrizio Geremicca
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI — Hanno percepito solo qualche giorno fa il 3096 dello stipendio di agosto. Per il saldo e per gli emolumenti di settembre e di ottobre dovranno aspettare ancora. Ieri i lavoratori dell'Astir, erede della Recam, società controllata al 100% dalla Regione Campania, sono scesi ancora una volta in strada per protestare. Sit in con occupazione simbolica dell'assessorato regionale all'Ambiente in via De Gasperi. Sono circa 5oo — molti ex Lsu, una quota pescata dai disoccupati organizzati del "Movimento di lotta per il lavoro" — al culmine delle proteste e dovrebbero contribuire a mantenere pulita la Campania, attraverso interventi di recupero e riqualificazione ambientale. Sono stati spesso etichettati come il simbolo di una gestione clientelare della questione ambientale da parte della politica, come l'esempio di assistenzialismo deteriore. Più vittime che carnefici, in verità, strumenti di un ceto politico che, sulla base di interessi elettoralistici, ha impropriamente utilizzato l'emergenza ambientale come ammortizzatore sociale. «Noi rivendichiamo proprio la dignità del lavoro», dicono ora i 500 dell'Astir, nuovamente al centro della bufera, «e denunciamo con forza che non ci mettono in condizione di svolgere i compiti per i quali siamo stati formati. In una Regione come la Campania, tra l'altro, inquinatissima ed in perenne rischio di dissesto idrogeologico». Astir — presidente Pietro Diodato, consigliere regionale decaduto a seguito di una condanna per turbativa elettorale (ma ha presentato appello conto il provvedimento che lo ha estromesso dall'assemblea) —opera su progetti della Regione. Quest'ultima salda i corrispettivi in virtù degli stati di avanzamento dei lavori. «Mancando i mezzi per operare, perfino la benzina, e per portare i rifiuti a discarica — dicono i dipendenti della società regionale — i progetti non vanno avanti e la Regione non salda». In realtà qualcosa è pure arrivato dalle casse di palazzo Santa Lucia — l'anticipazione di uno dei tanti progetti previsti da una delibera di fine settembre (complessivamente una torta da circa 11 milioni di euro) — ma se lo sono tenute le banche, verso le quali Astir è pesantemente esposta. Gli istituti di credito hanno bloccato 1.400.000 euro, su una elargizione complessiva, dalla Regione, di 1.680.000 euro. I 280.000 euro residui sono serviti appena a pagare il 3096 degli stipendi di agosto. E accaduto insomma qualcosa di simile a quanto si è verificato due settimane fa alla Circumvesuviana ed alla Cumana. Futuro incerto, quello dell'Astir. Una soluzione che garantisca ai lavoratori gli stipendi forse si troverà, magari già nei prossimi giorni, se le banche addiverranno a più miti consigli. Temporanea, però. «Noi chiediamo una svolta alla Regione», dicono i lavoratori, «un rilancio della missione della società. Cose da fare ce ne sarebbero, lo ribadiamo, in un territorio tanto avvelenato e instabile». Quella dei dipendenti Astir non è stata l'unica protesta di ieri per il lavoro. Sono scesi in strada anche i dipendenti di Kuadra, la ditta che ripulisce tutti i nosocomi cittadini, rimasti senza stipendio. Hanno bloccato il traffico in via Partenope con l'Ugl e si sono poi spostati davanti agli uffici della Regione in via Santa Lucia. Ancora più turbolenta la manifestazione promossa dai disoccupati del Coordinamento di lotta per il lavoro: blocco stradale in piazza Carlo III e cassonetti dell'immondizia in fiamme. Dopo 1' intervento della polizia, che ha rimosso i contenitori, liberando la carreggiata, si sono spostati al Corso Garibaldi, ripetendo il blocco con i cassonetti. Il Coordinamento di lotta per il lavoro, una delle sigle che ha partecipato al «Progetto Bros», chiede al Comune di essere impiegato nella raccolta differenziata.

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