L'ipotesi di delocalizzazione dell'inceneritore da Napoli est a Giugliano scatena la bagarre a Via Verdi

Termovalorizzatore, si spacca la maggioranza

I consiglieri della Federazione di sinistra: l'impianto non va costruito da nessuna parte. Pronti 70 milioni di euro di risorse nazionali ed europee per la bonifica dell'area che ospiterà l'installazione
11 novembre 2011 - Ciro Crescentini
Fonte: Cronache di Napoli

NAPOLI - I consiglieri comunali e provinciali della Federazione della sinistra, uno dei maggiori partiti che sostiene il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, insorgono e mettono le mani avanti' contro un eventuale accordo bipartisan sulla realizzazione di impianti di incenerimento a Napoli e nella Provincia. "I comunisti italiani esprimono, la loro netta contrarietà alla delocalizzazione nell'area tra Giugliano e Villa Literno del termovalorizzatore previsto nella zona di Napoli Est" - sottolineano in una nota Antonio Frattasi, segretario Pdci partenopeo, Giorgio Carcatella, consigliere provinciale Pdci-Fds, e Antonio Fellico consigliere comunale dello stesso partito. Un messaggio chiaro lanciato dopo le indiscrezioni e le voci trapelate dalla sede della Provincia riportate lo scorso 8 novembre da Cronache di Napoli', che davano per certo un accordo tra il Comune di Napoli, l'amministrazione provinciale e la giunta regionale della Campania per la costruzione di un termovalorizzatore a Giugliano e la costituzione di un'associazione temporanea composta da Sapna e Neam (gruppo Asia) per la realizzazione e la gestione dell'impianto. Voci che hanno fatto infuriare, almeno formalmente, il sindaco di Giugliano, Giovanni Pianese. "Giugliano non è una municipalità del comune di Napoli, ed è impensabile che altri soggetti decidano in maniera superficiale ed irresponsabile sul nostro territorio" ha detto il primo cittadino del comune flegreo. Ma la realizzazione di un ter-movaloriz-zatore a Giugliano è ipotizzato dall'articolo 10 della legge 26 del 2010, al comma 6-bis: "L'impianto di recupero e smaltimento dei rifiuti è realizzato, acquisita l'intesa rispettivamente con la provincia di Napoli o con la provincia di Caserta e sentiti i comuni interessati, presso un'area individuata nei territori dei comuni di Giugliano o Villa Liter-no". Tra l'altro qualche anno fa, è stato sottoscritto un verbale, in seguito alla promulgazione della legge 26, con la Provincia di Napoli e quella di Caserta, i comuni di Giugliano e Villa Litemo, per individuare il sito. Si individuò Taverna del re per evitare il trasporto delle balle. Tutti furono d'accordo per il grande business. Nel piano regionale redatto dalla giunta regionale, la soluzione Giugliano' è stata indicata alla Unione Europea: il termovalorizzatore di Giugliano, in sostituzione di quello di Santa Maria la Fossa, ipotesi già avallata dalla Commissione europea La bonifica dell'area e la realizzazione dell'impianto faranno arrivare oltre 70 milioni di euro di risorse nazionali e comunitarie sul territorio giuglianese. Una cosa è certa. L'impianto non sarà costruito nella zona orientale di Napoli. I bene informati sostengono che sarebbe stata raggiunta un'intesa istituzionale, non ancora ufficializzata, tra il governatore Stefano Caldoro e il sindaco Luigi De Magistris. "In quell'area sono previsti progetti e investimenti programmati dalla cordata imprenditoriale Naplest' guidata dall'ex presidente della Confindustria Antonio D'Amato e dalla sua compagna Marilù Faraone Men-nella - sussurra un tecnico del comune di Napoli che preferisce rimanere anonimo - Una cordata che tra l'altro ha sostenuto il sindaco arancione. I progetti che prevedono la costruzione di alloggi residenziali, centri commerciali, porto per barche di lusso. Potrebbero essere deprezzati, svalorizzati qualora si decidesse di realizzare un inceneritore".

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