Carotaggi alla colmata Bagnoli, il tempo stringe

Controlli del ministero e indagine del pm Buda
Sodano: è meglio che si faccia piena chiarezza
11 novembre 2011 - Angelo Lomonaco
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI — Adesso non c'è più semplicemente fretta, è una vera e propria corsa contro il tempo. Dopo il primo stop della ministra Stefania Prestigiacomo, che poche settimane fa precisò di non avere dato il proprio via libera per la Coppa America a Bagnoli, il ministero per l'Ambiente ha chiesto nuove analisi sulla colmata al Comune di Napoli, che ha girato la richiesta a Bagnolifutura. E, in una sorta di storia infinita, i carotaggi sono cominciati ieri. Alle operazioni ha preso parte l'Arpac e hanno assistito alcuni agenti di polizia giudiziaria. Già, perché la Procura, più esattamente la pm Stefania Buda, ha chiesto che le sia consegnata parte delle sostanze prelevate, probabilmente per farle analizzare a propria volta. Non stupisce, visto che sulla prudenza del ministero nel concedere il placet definitivo pesano certamente anche le inchieste dei magistrati napoletani, ai quali alcune associazioni di ecologisti hanno chiesto di sequestrare la colmata. La stessa pm Buda, titolare del fascicolo assieme al collega Federico Bisceglia, dovrebbe sentire sulla vicenda Marco Lupo, direttore generale del ministero dell'Ambiente, altri funzionari dell'Istituto superiore di Sanità oltre quelli già sentiti nei giorni scorsi a Roma, gli assessori comunali all'Ambiente e all'Urbanistica, i loro omologhi della Provincia e forse addirittura la ministra Prestigiacomo. Oltre a Paolo Graziano, presidente dell'Unione industriali e della Acn, la società di scopo creata per gestire l'evento velico, il quale però non ha certo alcuna responsabilità sui problemi relativi all'inquinamento e alla bonifica dell'area. Le nuove analisi sono state disposte nonostante ci siano già le relazioni approntate dall'Istituto superiore di Sanità e dal-1'Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale (Ispra) in base alle quali non costituirebbe un rischio per salute di pubblico e partecipanti una manifestazione che dura pochi giorni. In ogni caso, la prudenza del ministero per l'Ambiente potrebbe mettere a rischio tutta l'iniziativa. Martedì 15 novembre, infatti, scadono i termini delle gare europee bandite da Bagnolifutura per lo opere necessarie allo svolgimento dei due eventi velici previsti nella primavera 2012 e un anno dopo. Per formare la commissione che dovrà valutare le offerte pervenute e per la valutazione occorreranno un paio di settimane, poi si dovranno firmare i contratti e avviare subito i lavori, in modo da essere pronti per aprile del prossimo anno. Ma per firmare i contratti con le imprese, è necessario il placet del ministero, altrimenti si bloccherà tutto. Se mai questo dovesse avvenire, se cioè il ministero prendesse ancora tempo o dicesse addirittura «no», l'immagine delle istituzioni locali ne risulterebbe seriamente incrinata. Non gioca a favore dell'America's Cup a Napoli la situazione politica nazionale. Il governo è ormai in smobilitazione e Bagnoli in questo momento non è certamente in cima ai pensieri di ministra e dirigenti, che hanno ben altri motivi di tensione. Anche sul fronte della Procura, che con le sue inchieste costituisce un altro possibile «freno» alla Coppa America, la situazione è delicata. L'8 dicembre, infatti, il procuratore Giandomenico Lepore lascerà l'incarico per andare in pensione. Temporaneamente al suo posto andrà il vicario nominato da Lepore, il procuratore aggiunto Alessandro Pennasilico. Poi non si sa. Si sa però che la poltrona di vertice è ambita. Insomma anche in Procura non mancano tensioni. In questo scenario, all'ACN si lavora — tutti a titolo gratuito — per trovare sponsor, per allestire manifestazioni di contorno, per promuovere l'evento come richiamo turistico. Tanti contatti, molti incontri, moltissime riunioni. Che non possono sfociare in accordi formali e contratti perché non è stata ancora assegnato a nessuno né l'incarico ufficiale di firmarli, né quello di sviluppare un piano di comunicazione. Inevitabilmente, il quadro attuale suscita qualche preoccupazione e molti interrogativi. Se i tempi si allungassero, come si potrebbe porre rimedio? Se la colmata di Bagnoli risultasse off-limits, dove si potrebbe spostare gli eventi? A Napoli? In un comune limitrofo? E, in questo caso, i lavori a Bagnoli previsti per la Coppa America, o semplicemente velocizzati, che fine farebbero? Quali sono le risposte? Be', a uno slittamento dei tempi si potrebbe porre rimedio, ma soltanto entro certi limiti. Se si andasse oltre, qualcuno ipotizza di spostare tutto dalla colmata a Nisida. E qualcun altro risponde che Nisida è per lo più destinata ad altri usi e non sarebbe facile renderla disponibile, certamente non in tempi strettissimi. D'altro canto sembra improponibile trasferire tutto, per esempio, al molo San Vincenzo oppure a Pozzuoli: si dovrebbe avere il via libera dell'Acea, la società di Oracle che gestisce gli eventi di America's Cup, e si dovrebbe anche cominciare da capo su molti fronti. Nel caso del Molo San Vincenzo non sarebbe facile gestire l'afflusso quotidiano di decine di migliaia di spettatori, né allestire eventi di contorno. Nel caso di Pozzuoli sarebbe almeno strano che nella società di scopo ci fosse il Comune di Napoli. Inoltre, sempre solo a titolo d'esempio, salterebbero i lavori per trasformare il Pontile Nord di Bagnoli in platea in mezzo al mare e il Pontile Sud in attracco per i catamarani. Mentre occorrerebbero soluzioni analoghe in un'eventuale nuova sede. Non nega un po' di preoccupazione ma nemmeno mostra segni di allarme il vicesindaco Tommaso Sodano. «Per il momento — spiega — siamo ancora nei tempi. I carotaggi, già cominciati, sono dodici e richiedono un paio di giorni. Le analisi, che saranno effettuate in parte anche dal-l'Arpac, ne richiedono quattro o cinque. Quindi il ministero potrebbe esprimersi il 20 o il 21 novembre. Per il via libera ai contratti abbiamo tempo fino al 25. Certo, siamo sul filo: basterebbe un giorno di pioggia forte mentre si effettuano i prelievi e ci sarebbero problemi. Però le previsioni sono buone. Comunque, se ci sono dubbi da fugare, è meglio fugarli, quindi non sono stupito dalla prudenza del ministero, anche se le analisi accerteranno cosa c'è sotto la colmata mentre noi intendiamo fermarci in superficie. Mi stupisce, semmai, l'atteggiamento della Procura, considerato che la colmata è lì da anni e nessuno l'ha mai toccata». Nel peggiore dei casi, avete preso in considerazione l'ipotesi di spostare la manifestazione altrove? «Pensare di spostarla significa non farla».

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