Rivolta, lancio di uova e cariche «Ia discarica deve chiudere»

La piazza Proteste davanti alla Provincia la polizia blocca i manifestanti Poi la tregua, lunedì si decide
5 novembre 2011 - Enrica Procaccini
Fonte: Il Mattino

Parte con il lancio di uova e le cariche della polizia e si conclude con l'impegno a indire un consiglio monotematico sul tema. Ieri nuovo round della battaglia dei comitati anti discarica di Chiaiano che tornano a presidiare, come la sera precedente, il consiglio provinciale. Verso mezzogiorno i manifestanti si ritrovano davanti l'ingresso dell'aula di Santa Maria La Nova, dove sta per iniziare la seduta assembleare. Chiedono che la discarica venga chiusa e che tramonti l'ipotesi dell'apertura della nuova cava di Marano, a soli 150 metri dalla attuale discarica di Cava del Poligono. La tensione sale. Solo poche ore prima il blitz della polizia che aveva sgomberato l'aula occupata in segno di protesta. Si intonano slogan e parte il lancio di uova contro le forze dell'ordine, che rispondono con fermezza. II presidente del consiglio provinciale, Luigi Rispoli, cerca una mediazione. Giorgio Carcaterra, consigliere di Fds, fa da ponte: una delegazione dei manifestanti viene ricevuta dalla conferenza dei capigruppo e può esporre le proprie ragioni. Si parla di «rumori e odori nettamente al di sopra della soglia di tolleranza», della scuola Siani, a Mariano, «dove si registrano quotidianamente casi di vomito tra i piccoli alunni», e della caduta a picco del valore immobiliare delle case nei dintorni della discarica. Case di lavoratori, che ancora devono finire di pagare il mutuo. Al fianco dei manifestanti, il consigliere comunale Pietro Rinaldi. «Chiaiano - dice l'esponente di "Napoli ètua" - deve chiudere perché ha già raggiunto da tempo la capienza prevista». Sul balletto delle cifre relative alla capienza residua della discarica, rimbalzate in questi mesi tra Regione, Arpac e Sapna, Rinaldi taglia corto: «Un errore dei dati è dimostrazione di inettitudine. E la risposta candida, abbiamo sbagliato, è irricevibile». Dal consigliere Carcaterra, la proposta di indire un consiglio mono-tematico sul tema. Il capogruppo del Pd, Pino Capasso, propone un calendario di incontri con i comitati «perché la questione non investe solo Chiaiano ma l'intera provincia, che non può più accogliere impianti». Caterina Pace dell'Idv, che di professione fa il medico, pone l'accento sulla questione sanitaria e, accogliendo le istanze dei manifestanti, propone un coinvolgimento diretto dei comitati ai tavoli tecnici «anche nella gestione della bonifica del territorio». Alfonso Ascione dell'Udc, nella doppia veste di consigliere di maggioranza e di componente di un gruppo anti discarica nella sua Torre del Greco, chiede «la verifica dell'attuazione del piano regionale» e subito la convocazione di un consiglio monotematico. Per il finiano Enrico Flauto, i tempi possono anche accorciarsi. «Se Chiaiano ha raggiunto la capienza, si chiude e basta». Il democrat Livio Falcone, che è anche presidente delle commissione d'inchiesta provinciale sui rischi legati alla ex discarica di Pianura, punta sulle bonifiche «per evitare che Chiaiano faccia la fine di Pianura». Il presidente Rispoli, assicura piena disponibilità per la convocazione del consiglio, «ma prima - dice - organizziamo un nuovo incontro dei capigruppo coni comitato anti discarica. Di certo, se la discarica è satura, non ci sono margini di discussione». L'appuntamento è fissato per lunedì prossimo. Una riunione attesa dai comitati anti-discarica che puntano ad una solo decisione: tempi certi sulla chiusura della discarica e quindi definitiva archiviazione dell'ipotesi di ampliamento del sito. Pochi giorni ancora e il quadro sarà chiaro.

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