TRASFERIMENTI ONFERIMENTI ANCHE IN PUGLIA, TRATTATIVA CON LA SICILIA

Rinnovata l'intesa con Liguria, Emilia Romagna e Toscana

La pulizia delle strade ancora attaccata ad un filo, Caserta accoglie la spazzatura nello Stir di Santa Maria Capua Vetere. Si teme lo stop
3 novembre 2011 - mr
Fonte: Roma

NAPOLI. La pulizia e la raccolta dei rifiuti tra le strade del capoluogo partenopeo e dell'hinterland resta attaccata tuttora ad un filo sottile. All'assenza di discariche e siti per lo stoccaggio, infatti, all'ombra del Vesuvio si risponde ancora attraverso la solidarietà delle altre regioni che hanno accettato, ormai oltre due mesi fa, i rifiuti prodotti a Napoli e nell'hinterland. Il sistema, infatti, continua a reggersi con il continuo rinnovo delle intense con la Liguria, la prima ad accettare anche frazione umida oltre al tritovagliato, l'Emilia Romagna e la Toscana. Qualche centinaio di tonnellate al giorno, tuttavia, che diviso tra le varie aree geografiche riesce a sostenere quella che nei fatti è ancora la complicata situazione partenopea dal punto di vista dell'immondizia. Altri sversamenti, inoltre, avvengono in Puglia con i gestori degli impianti che hanno dato il loro assenso ad accogliere la spazzatura napoletana nonostante le resistenze dell'assessore regionale all'Ambiente pugliese. Contatti, inoltre, ci sono anche con la Sicilia dove prima del decreto estivo del Governo, quando come ora non serviva il benestare della Regione, c'erano alcuni trasferimenti. Un filo diretto che l'assessore Giovanni Romano conta di riprendere quanto prima. Ma lo scenario napoletano è sostenuto anche dall'aiuto che arriva dallo Stir di Santa Maria Capua Vetere, dove vengono conferite quotidianamente circa cinquecento tonnellate di tritovagliato prodotto dagli Stir della provincia partenopea. In questo caso, tuttavia, il timore è che possano aumentare le resistenze da parte dalle istituzioni locali che proseguono ad accogliere l'immondizia di Napoli. Un'eventualità che potrebbe essere pericolosa, anche perché non ci sono alcune novità a riguardo della possibilità di riprendere a conferire nelle discariche delle altre province attraverso le ordinanze del governatore della Campania, Stefano Caldoro, documenti che hanno caratterizzato a colpi di trasferimenti la primavera e parte dell'estate prima che il Tar del Lazio imponesse sostanzialmente lo stop ai conferimenti attraverso la richiesta di valutare l'effettiva capacità dei siti partenopei di Chiaiano e Terzigno. Indagini, nate dopo i ricorsi delle Province di Caserta ed Avellino, per cui i giudici hanno incaricato il Politecnico di Torino. Si attende ancora un responso da parte degli esperti nella speranza che tutto possa coincidere con i dati in mano a Palazzo Santa Lucia, quindi con una nuova possibilità di riprendere, in caso di emergenza, a conferire a Savignano Irpino ed a San Tammaro, siti in cui Napoli ha già sversato parecchio.

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