L'emergenza ambientale Rallenta ancora il piano dei trasporti all'estero: l'Olanda vuole solo la frazione secca, più facile da bruciare

Rifiuti via mare, la Provincia dimezza le navi

Roveda (Sapna): quantitativi minimi trasferimenti inutili e costosi non ho autorizzato le spedizioni
Le procedure Nuova gara per l'affidamento della parte umida «Già arrivate venticinque offerte una commissione le valuterà»
27 ottobre 2011 - Daniele De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Rifiuti in Olanda: i tempi continuano ad allungarsi e i viaggi rischiano di dimezzarsi. Dice infatti Claudio Roveda, amministratore unico della Sapna, la società provinciale che insieme ad Asia ha formato un consorzio per mandare la spazzatura all'estero: «Non ho autorizzato alcuna spedizione della frazione secca. Le notifiche già presentate alla Regione riguardano tutti i rifiuti prodotti dagli stir, ma non spediremo le balle per un semplice motivo: non ne abbiamo bisogno». Il consorzio Sapna, Asia e la Eon, partner d'Oltremare, hanno chiesto di poter smaltire a partire dal primo novembre 150mila tonnellate: 50mila provenienti dallo stir di Giugliano, 50 da Turino e 50mila da Caivano. Nella documentazione si parla genericamente di codice 1912 12 che comprende sia la frazione secca che la umida, ma la Eon sarebbe interessata alla prima che ha un maggiore potere calorifico, brucia meglio. La Provincia di Napoli produce ogni giorno circa 3.000 tonnellate di rifiuti che finiscono in parte nelle discariche di Chiaiano (100 tonnellate al giorno) e di Terzigno (400). Tutto il resto viene portato agli Stir che separa il secco dall'umido: il secondo viene inviato, tra mille polemiche, nelle altre regioni italiane spendendo tra i 140 e i 200 euro a tonnellata; il primo finisce al termovalorizzatore di Acerra dove fino a fine anno non si pagherà tassa di conferimento. L'impianto smaltisce, quando funziona su tre linee, duemila tonnellate di secco. Ma sono previste pause per la manutenzione e nel complesso si bruciano, quindi, 600mila tonnellate all'anno. Al termovalorizzatore, poi, affluiscono materiali provenienti dalle altre Province e quindi in alcuni casi si registra uno scostamento tra la frazione secca prodotta e quella che è possibile eliminare. Ma sostiene Roveda: «Ci restano quantità minime ed è quindi inutile mettere in moto una macchina complessa per spedirle all'estero».
In Olanda, però, dovrebbe essere inviato anche il cosiddetto «tal quale», che dovrebbe essere smaltito dalla Avr. E Roveda spiega: «Ho autorizzato il direttore tecnico della Sapna, Giovanni Perillo, a firmare le notifiche». E quest'ultimo conferma: «Ieri ho inoltrato la documentazione in Regione». Ma per far partire le navi bisognerà affrontare, sottolinea Roveda, diversi altri passaggi: «Abbiamo già fatto una manifestazione d'interesse perla frazione umida e ci sono arrivate 25 offerte. Tutte le risposte saranno vagliate da un'apposita commissione: in sostanza faremo una vera e propria gara. Si tratta di regolarizzare tutti i procedimenti. Non possiamo, infatti, utilizzare le procedure usate nella fase dell'emergenza, dobbiamo progressivamente eliminarle e sostituirle con gare di evidenza pubblica valutando la convenienza economica. E a conti fatti, includendo anche i trasporti in regione, portare il tal quale in Olanda, secondo le prime stime, ci costerebbe intorno ai 160 euro e quindi potrebbe non risultare conveniente». Ma Asia ha sempre parlato di accordi per cifre inferiori ai 100 euro: in questo caso anche con le spese di trasporto tra gli impianti si risparmierebbe comunque. E poi ci sono gli ostacoli di ordine burocratico: la manifestazione d'interesse già lanciata, come si può vedere dal sito della Provincia, riguarda la frazione umida. «Ma sono arrivate anche offerte per il tal quale», spiega Perillo. La Provincia, quindi, potrebbe avviarsi ad appaltare il servizio sulla base delle proposte già avanzate, anche se la richiesta di partenza era diversa, o, come sembra orientato a decidere Roveda, rifare la manifestazione d'interesse. In ogni caso i tempi non sarebbero brevissimi. Anche perché bisognerà appaltare anche i macchinari che negli stir dovrebbero lavorare il «tal quale». Ma gli impianti non sono autorizzati a utilizzarli. In linea teorica, dunque, potrebbe essere necessario anche rifare l'autorizzazione ambientale, la cosiddetta Aia.

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