Il caso L'area è interdetta eppure c'è chi entra per sversarvi pneumatici e amianto

Napoli Est, traffici di rifiuti tossici al cantiere dell'Ospedale del Mare

«Bonifiche inutili senza controlli» Tommaso Sodano, vicesindaco con delega all'Ambiente, avvia la bonifica del chilometro di rifiuti speciali ma «senza sorveglianza successiva», dice, «l'opera sarà stata inutile»
23 ottobre 2011 - Dan. S.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI — Finalmente sembra partita la bonifica, da parte dell'Asia, della immensa discarica di pneumatici e altri rifiuti speciali pericolosi in via Ville Romane a Ponticelli, a ridosso del famoso Ospedale del Mare, il cantiere interrotto da 118 milioni di euro. Dopo il danno, insomma, anche la beffa per i cittadini di Napoli Est, che speravano in una svolta anche occupazionale col polo medico-sanitario, e invece convivono con miasmi o fumi dai roghi appiccati troppo spesso ai cumuli di rifiuti sversati illegalmente al cantiere. L'area intorno all'ospedale è una mega discarica abusiva. La bonifica è partita in questi giorni grazie alle denunce e alle proteste che da più di un mese sono portate avanti dai grillini del Movimento 5 Stelle Napoli Est, ma soprattutto per la sensibilità dell'assessore all'Ambiente, il vicesindaco Tommaso Sodano, che sta provvedendo a risolvere il problema, seppure con robusto pessimismo: «Abbiamo bonificato anche via Cupa Perillo tra Chiaiano e Scam-pia, e Marianella — dice Sodano —. Ed ho chiesto al prefetto un maggiore controllo delle forze dell'ordine sul territorio in attesa di procedere alla installazione di sistemi di video sorveglianza. Continuiamo a collaborare e a fare il nostro dovere, ma il problema è che, una volta ripulite, queste aree restano sempre alla mercé di chiunque e vi si continua a sversare. Ecco perché sono necessari i controlli». A segnalare la discarica con più veemenza è stato un insegnante di religione, Pino, un grillino molto attivo: «La zona circostante all'ospedale — racconta — è oramai coperta di pneumatici e rifiuti speciali pericolosi, tant'è che lo stradone principale non è più percorribile e le auto sono costrette ad andare contromano». «La polizia municipale — continua — multa le auto, però stranamente non si accorge di chi sversa illegalmente i rifiuti. Con altri grillini ci recammo in settembre scorso sul cantiere dell'ospedale, curiosi di verificare a che punto era l'opera, perché i lavori cominciati nel 2006 sono ormai fermi e si presume che non verranno mai più conclusi, a meno che non si trovino i fondi per farlo. Ai cancelli chiedemmo di entrare ma una guardia giurata ce lo impedì. Però, dal retro del cantiere, era ben visibile un mare di copertoni tra vari depositi di cumuli di rifiuti bruciati». «Dietro l'Ospedale del Mare non possiamo entrarci — prosegue l'insegnante — ma sembra che altri possano farlo con tranquillità. A noi è interdetto il transito nel cantiere, ma come hanno messo i copertoni là dentro?». E continua: «In questa zona si vedono spesso camion che scaricano illegalmente montagne di copertoni e altri rifiuti pericolosi. Abbiamo segnalato tutto ai vigili urbani della sezione di Poggioreale-Ponticelli e alle guardie ambientali dell'assessorato all'Ambiente. Siamo preoccupati che prima o poi brucino tutto, come avviene spesso nelle nostre zone. Per più di un mese, malgrado le nostre proteste, non si è mosso nulla. In questi giorni però passando di là, ho notato una strana separazione dei materiali. Infatti è iniziata la bonifica dell'area. I rifiuti speciali (pellame, scarti edili, copertoni e altro) sono stati separati in modo ordinato. E certamente un inizio, ma bisogna continuare a tenere alta l'attenzione anche perché questa non è l'unica area di Napoli Est ridotta a discarica abusiva. Da anni i cittadini segnalano sversamenti di scarti di produzione, materiali anche tossici, comprese lastre di Eternit; rifiuti che, nel tempo, causano patologie di ogni tipo. Chiediamo che quest'area, dopo la bonifica, non venga abbandonata di nuovo. Sarebbe opportuno garantire un monito-raggio satellitare o un presidio permanente delle forze dell'ordine».

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