Parla il pentito Diana: maxisequestro della Dda a Villa Literno

L'amianto dell'Italsider di Bagnoli sepolto nei suoli del polo nautico

Forestale e polizia anche nell'ex cava di sabbia Via ai test chimici
20 ottobre 2011 - Rosaria Capacchione
Fonte: Il Mattino

II cantiere  I rilievi aerofotogrammetrici hanno evidenziato cumuli sospetti di terra e detriti Amianto triturato e mischiato a terra rossa, le microscopiche particelle di cancerogena fibra minerale disperse al vento e nei polmoni di chiunque abbia attraversato le terre di Giardini, a mezza strada tra Villa Litemo e la Domiziana. Sono ancora lì, le scaglie filiformi di etemit frantumato che un tempo ricoprivano i tetti dell'Italsider di Bagnoli. Sono tra i cumuli di detriti di cemento e mattoni del grande cantiere del Polo nautico, un pezzo di economia del futuro progettata dieci anni fa per dare fiato e forza alla provincia di Caserta e prospettive di crescita al porto turistico, ancora di là dall'essere realizzato. Cumuli che da ieri mattina sono sotto sequestro: assieme al cantiere, assieme ai progetti di sviluppo. Perché i suoli di via Porchiera, sui quali pian piano la Mirabella spa sta innalzando i capannoni della nautica, sono suoli appestati. Lo racconta l'ultimo collaboratore di giustizia, Tammaro Diana, pentito anomalo perché non di omicidi trattava ma di affari: grande distribuzione e supermercati, soprattutto, come il Top Market e il Giofi, l'ultima creatura commerciale sulla cui costruzione e successiva apertura incombe da tempo l'ombra di mazzette, di compravendite elettorali, di accordi collusivi. II riscontro  Visibile dall'alto il terriccio di colore rosso indicato dal pentito Tammaro Diana Racconta, Diana, di aver visto il capoposto bidognettiano Bernardo Terracciano, zi' Bernardino del film Gomorra, suo vicino di casa, sovraintendere allo smaltimento illegale del materiale arrivato dalla bonifica dei siti industriali di Bagnoli: «Ha messo a disposizione l'area e riscuoteva da vari soggetti che si recavano a svernare i materiali somme di denaro in base al volume e al contenuto del carico». Le terre del Polo nautico sono proprio di fronte alla casa del padre di Diana e al Top Market, uno dei supermercati di famiglia. L'amianto polverizzato, ha detto il pentito, è stato portato lì tra il 2007 e il 2008: «I trasporti furono effettuati e curati dalla ditta di Liccardi Salvatore e dalla ditta Eusa facente capo allo stesso l.iccardi Salvatore, cugino del boss Perrone Roberto di Quarto affiliato al clan di Giuseppe Polverino». La sua fonte? Una tale Cristofaro Santagata, marito della ragioniera di Tammaro Diana, dipendente della Mirabella spa. E Santagata gli aveva anche detto: «Liccardi è formalmente a posto con la documentazione ma bisogna fare presto a coprire il tutto altrimenti si rischiava di finire tutti in carcere».
Tammaro Diana ha iniziato a collaborare con la giustizia un mesetto fa. Ai primi di ottobre, dopo un veloce sopralluogo nell'area indicata, i pm antimafia Federico II laghetto  Le foto dall'alto della cava dei fratelli Baiano prima della bonifica dell'invaso Ca-fiero de Raho, Giovanni Conzo, Catello Maresca, Alessandro Milita e Luigi Landolfi, hanno chiesto al gip Egle Pilla il sequestro preventivo dell'area, ipotizzando la violazione della legge sullo smaltimento dei rifiuti con l'aggravante di aver favorito la camorra: nello specifico, i Casalesi e il clan Polverino di Marano. Sequestro concesso ed eseguito ieri mattina dagli uomini della Squadra mobile di Caserta, del commis- sanato di polizia di Castelvoltumo, del Corpo forestale dello Stato, dell'Arpac. Ad assistere alle operazioni anche Giovanni Balestri, il geologo che collabora con la Procura antimafia da sette anni e che ormai conosce il territorio domiziano, con i suoi segreti avvelenati, palmo a palmo. Il provvedimento cautelare riguarda le venticinque particelle catastali del Polo nautico, intestate alla Mirabella spa della famiglia Coppola (Cristoforo Coppola, che con il fratello Vincenzo costruì negli anni Sessanta e Settanta il Vil La spianata  Li dove c'era l'acqua ora è visibile una pia77ola forse riempita con i rifiuti laggio Coppola e le torri abbattute una decina di anni fa; e i figli Francesco e Cristiana) e a Rachele Cecere, moglie di Cristoforo. Ma nel sequestro sono finiti altri due siti: l'area del lago artificiale della vecchia cava Baiano, a Castelvoltumo, riempito con materiale che, a detta dello stesso Diana, proveniva da discariche di rifiuti speciali; e i terreni degli eredi Terracciano, accanto al Polo nautico, e della Fontana residence srl. I rilievi aerofotogrammetrici hanno documentato i riempimenti e delimitato, quindi, l'area pericolosa. Area sulla quale, a partire dalle prossime ore, saranno effettuato i prelievi di terreno e materiale depositato e i carotaggi in profondità. Se gli esami confermeranno la denuncia del pentito, se l'amianto dell'Italsider bonificata sono davvero finiti tra Castelvolturno e Villa Litemo, i responsabili dello smaltimento illegale avranno anche un'altra grana da risolvere: la causa civile che sarà intentata da Bagnolifutura, preannunciata ieri sera attraverso una nota. Questione di pochi giorni, e si saprà.

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