Ogni anno in Campania si producono oltre 6500 tonnellate di scarti ospedalieri e scorie industriali

Rifiuti speciali, business da 65 milioni

Il conferimento costa un euro al chilo contro i trenta centesimi della spazzatura ordinaria
13 ottobre 2011 - Ciro Crescentini
Fonte: Cronache di Napoli

I nrivati'fantasmi' Dai dati sullo smaltimento sfuggono quelli relativi ai numeri delle cliniche e dei centri diagnostici del settore privato
NAPOLI - Ogni anno a Napoli e in Campania si producono oltre 6500 tonnellate di rifiuti ospedalieri. Lo smaltimento costa in media un euro al chilo (il costo per i rifiuti generici è di 30 centesimi). Ciò significa che si spendono all'anno circa 6 milioni e mezzo di euro. In 10 anni fanno la bellezza di 65 milioni, per intenderci 125 milardi e 857 milioni delle vecchie lire. Cifre approssimative fornite dalle associazioni di consumo. Un censimento preciso non esiste, nonostante i questionari inviati dalla Regione alle singole Asl. Dai dati sfuggono soprattutto i numeri relativi alle cliniche e ai centri diagnostici privati. Negli ospedali pubblici la gestione dovrebbe essere più trasparente, almeno sulla carta. Al Cotugno' di Napoli, ad esempio, i 138 chili di bende, garze, siringhe, aghi, vaccini, bisturi e altri materiali speciali prodotti ogni anno sono affidati ad una società di Caivano che nel 2006 si è aggiudicata l'appalto per lo smaltimento dei rifiuti speciali e che provvede a smaltirli fuori regione. Gli oltre 7800 litri di rifiuti liquidi, invece, vengono affidati ad altre aziende della provincia partenopea. Il servizio per la raccolta della carta e altri rifiuti urbani è affidato all'Asia, l'azienda controllata del comune di Napoli. Il Cardarelli', l'ospedale più importante del Mezzogiorno, fino ad oggi si è affidato alla 'Ecologica Sud' per smaltire i materiali di corsia, sangue, cateteri (54% dei rifiuti complessivi), i residui pericolosi o tossici delle sale operatorie (36%) e i restanti farmaci o batterie (10%). Ma dove vanno tutti questi rifiuti ospedalieri? Una piccola parte (10%) è destinata a un centro di sterilizzazione della società stessa, il resto fmisce fuori regione: negli inceneritori di Melfi, Taranto e Cerignola. I costi? Un euro al chilo più 45 centesimi di euro per il trasporto, che gravano sulle casse della sanità pubblica. Ma nonostante le risorse pubbliche utilizzate ogni anno, i rifiuti speciali non vengono smaltiti adeguatamente. L'Arpac, l'agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, ha da tempo consegnato un progetto di piano per i rifiuti speciali, ma la Regione non l'ha ancora adottato. La mancanza di un sistema di regole, favorisce inevitabilmente i traffici illeciti. Tante le inchieste della procura della Repubblica e tante le scoperte quotidiane di carichi di rifiuti speciali da parte delle forze dell'ordine. Spesso, vengono nascosti tra i sacchi neri della spazzatura ordinaria destinata all'estero. Numerosi anche gli allarmi scattati negli ultimi mesi sui treni-merce che hanno segnalato la presenza di sostanze radioattive, ossia materiale proveniente dagli ospedali. Tra l'altro i controlli vengono aggirati facilmente, nonostante l'obbligo di emettere documenti di accompagnamento e i codici Cer (catalogo europeo dei rifiuti). Infatti, nel corso di alcune ispezioni effettuate dai carabinieri dei Nas o dalla guardia di fmanza sono state rilevate carte formalmente regolari' e 'documenti in ordine' emessi con l'obiettivo di superare posti di blocco e passare indisturbati senza essere condizionati dai controlli.

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