L'ira di Chiaiano: niente proroghe o chiudiamo noi la discarica

Mille in piazza contro lo sversatoio «Il 31 dicembre via questa vergogna siamo stanchi di subire disagi»
9 ottobre 2011 - Mariangela Barberisi
Fonte: Il Mattino

«Pronti ad occupare la discarica. Siamo stanchi di aspettare risposte che non arrivano e non crediamo più alle promesse delle istituzioni. Se non si rispetterà la data di chiusura della discarica, prevista entro 1131 dicembre 2011, ci penseremo noi». È il messaggio della manifestazione alla quale hanno partecipato circa mille residenti che chiedono lo stop agli sversamenti nella cava di Chiaiano e Mara- no. I comitati hanno srotolato uno striscione di dieci metri per cinque con la scritta: «Chiudiamo il sipario». «Viviamo in un territorio di guerra - ha dichiarato Ivo Poggiani dei Presidio permanente contro la discarica -, da Marianella, alla Selva di Chiaiano, fino a Pianura il malaffare ha distrutto e inquinato ogni zona verde». Neanche la pioggia scrosciante ha fermato il corteo. In piazza famiglie e molti bambini. «La notte mi sveglia la puzza - racconta mamma Anna - ho i conati di vomito e molta ansia. Ho paura per la mia bambina che da quando è nata soffre di asma e allergia». Tante le persone che lamentano gli stessi disturbi alla salute: «Soffriamo di congiuntivite e tosse, quasi cronici - ha affermato una nonna - mia nipote soffre di bronchite asmatica ed è costretta a prendere il cortisone, molti altri bambini nella nostra zona soffrono delle stesse malattie alle vie respiratorie». La pioggia e l'umidità hanno aumentato la puzza che arriva dalla discarica. «La paura di chi abita in un territorio come questo - dice Pietro Rinaldi, consigliere comunale di Napoli - non è solo quella della puzza. Nessuno sa ciò che negli anni è stato sversato nel sottosuolo ed è quindi naturale che tutti temano l'acqua, per la paura dell'inquinamento alle falde acquifere, la frutta perché non si capisce quanto il terreno sia salubre oppure no». In corteo anche i sindaci di Mara-no, Mugnano e Calvizzano, le associazioni Federconsumatori Napoli, Laboratorio Insurgencia, Laboratorio Palayana, Rete Reclaim, Sinistra ecologia e libertà, il Coordinamento «no discariche né a Scampia né altrove» e «Cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti», il cui portavoce, Claudio Pallone, ha dichiarato che il picco vero di ammalati di tumori si vedrà nei prossimi venti anni: «Purtroppo anche nelle discariche ufficiali, come quella di Chiaiano - sottolinea - c'è stato per anni un traffico di rifiuti tossici, che la malavita ha sotterrato nella cava. Rifiuti più che altro di fabbriche che invece di pagare gli alti costi per lo smaltimento di rifiuti speciali, si affidava a ditte appartenenti alla camorra, che ha pensato bene di distribuire tossine sul territorio campano». La settimana prossima è stata annunciata un'assemblea pubblica contro la discarica, per decidere i passi successivi, occupare o aspettare?

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