Iervolino ai pm: «Scontri a Chiaiano sospetti di speculazione edilizia»

Il sindaco: c’è chi ha interesse a soffiare sul fuoco della protesta
4 giugno 2008 - Leandro del Gaudio
Fonte: Il Mattino

Le prime perplessità su quanto sta accadendo a Chiaiano - tra manifestazioni di piazza e raid vandalici - le ha espresse il primo cittadino. «Sono preoccupata per gli scontri di Chiaiano, c’è chi ha interesse a soffiare sul fuoco della protesta, visti gli interessi in gioco, specie dal punto di vista edilizio». Una posizione equilibrata, di chi sa distinguere le anime che si nascondono dietro una protesta. Lei, il sindaco Rosa Russo Iervolino, quelle perplessità le ha confermate al pm che sta indagando sui fatti di Chiaiano, non venendo meno ai propri doveri istituzionali. È accaduto una ventina di giorni fa, quando la fascia tricolore è stata ascoltata dal pm Antonio D’Alessio. Una volta al cospetto del magistrato, il sindaco è partita da una premessa: «Non ho certezze, ma notizie che mi sono state riferite, perplessità personali, che rivolgo all’autorità giudiziaria per eventuali approfondimenti». La speculazione edilizia a Marano. Il sindaco napoletano ha dunque fatto riferimento alle possibili speculazioni edilizie messe in cantiere nell’area nord. Una posizione assunta nelle linee generali anche dal deputato del Pdl Marcello Taglialatela, ascoltato di recente nel corso della stessa inchiesta. Sullo sfondo della realizzazione della discarica a Chiaiano, un progetto di 570 alloggi nell’area maranese su settanta ettari di territorio. Non solo case popolari, ma anche scuole, infrastrutture, piazzole pubbliche e quant’altro ipotizzato negli ultimi anni in decine di riunioni a Marano. Case e allacciamenti idrici, piazze e lampioni stilizzati, alloggi e scuole, che rientrerebbero in un accordo (rimasto nel cassetto) tra l’amministrazione locale e aziende di costruttori. Su questo punto, il sindaco di Marano Salvatore Perrotta è chiaro: «Assieme alla mia giunta scendo in piazza per il no alla discarica per difendere il diritto alla salute nell’intera zona. Ho già detto quello che penso al prefetto Pansa e a Bertolaso. Ho proposto al commissario in persona, e lui ha preso appunti, di estendere il Parco delle Colline di Chiaiano all’area di Marano, in cui si dovrebbe costruire. Così, se ci sono interessi della camorra, vengono annullati sul nascere. Sono in prima fila nella lotta per la salvaguardia della salute pubblica, è questa la priorità, resto a disposizione del pm». La consulenza su Bisaccia e Vallata. C’è un altro filone dell’inchiesta condotta dalla superprocura di Giovandomenico Lepore - il pool di 12 pm viene coordinato dall’aggiunto Aldo De Chiara - e riguarda la compravendita di cave e suoli interessati al progetto discarica. Su questo punto è stato ascoltato dal pm D’Alessio anche il commissario Gianni De Gennaro. Il riferimento obbligato è a una consulenza (pagata dal commissariato meno di diecimila euro) sulla possibilità di utilizzare i siti di Bisaccia e Vallata nell’Avellinese. La consulenza fu affidata al geologo Giovanbattista De Medici, che è stato poi ascoltato in Procura, confermando gli esiti della lunga perizia in Irpinia. Da 18 mesi, quel documento è a disposizione del commissariato, una sorta di monito sulla sorta di monito sulle scelte alternative alla discarica napoletana. Il geologo in Irpinia. Stando al perito del commissario, i siti di Bisaccia e dell’Avellinese sono «ottimali, vista la impermeabilità del sottosuolo e la scarsa densità abitativa». C’è un inciso, poi confermato anche ad organi di stampa, che non è sfuggito agli inquirenti: «Da un anno e mezzo sento parlare di Pianura e Chiaiano, non capisco perché non si è messo mano ai siti dell’avellinese. Eppure, le conclusioni del mio lavoro le ho proposte nell’ordine a Bertolaso, Pansa e De Gennaro». Un’inchiesta allo stato iniziale - affidata anche alla tributaria della Guardia di Finanza - che punta a fare chiarezza anche sulla gestione dei suoli e sulla compravendita di due cave alla Fibe.

 

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