L'Ue contesta la mancata risoluzione dell'emergenza rifiuti a Napoli ed in Campania

Infrazione, appello all'Ue contro la multa

Intanto de Magistris e Narducci portano in tribunale Cesaro, parte un ricorso al Tar sulla Tarsu. L'Amministrazione non intende versare i fondi che spettano a Palazzo Matteotti: «Il provvedimento è lesivo degli interessi municipali»
1 ottobre 2011 - Mariano Rotondo
Fonte: Roma

NAPOLI. Un punto d'accordo con l'Unione Europea per evitare lo stop ai finanziamenti e multe salatissime a causa dell'emergenza rifiuti. Le istituzioni locali, insomma, questa volta mettono da parte la strategia dello scontro frontale e decidono di collaborare insieme chiedendo anche a Bruxelles un aiuto per esorcizzare lo spettro delle pesanti punizioni. Ieri, infatti, c'è stato un incontro a Palazzo San Giacomo in cui Regione, Provincia e Comune hanno deciso di chiedere un incontro al Commissario europeo all'Ambiente, Janez Potocnik, al fine di indicare soluzioni condivise per evitare le sanzioni ed ottenere lo sblocco dei fondi comunitari necessari anche per il completamento dell'impiantistica. Insomma un vero e proprio appello dopo la lettere di messa in mora dovuta alla situazione ancora difficile tra le strade particolarmente di Napoli e dell'hinterland e che ha spinto i commissari a puntare ancora una volta, ed energicamente, l'indice contro l'Italia, la Campania e Napoli. «L'obiettivo immediato da raggiungere, mettendo da parte le divergenze - scrivono in una nota congiunta Regione, Provincia e Comune - è infatti quello di lavorare nella piena collaborazione per garantire alle Istituzioni comunitarie il pieno rispetto del cronoprogramma e degli adempimenti utili per evitare le infrazioni». Una sorta di "preghiera", quindi, da parte degli enti locali che forse arriva un tantino in ritardo e che segue a tantissime polemiche ed attacchi reciproci arrivati nei giorni scorsi non appena si era saputo della nuova messa in mora dell'Ue verso l'Italia per il caso Napoli e Campania. Ma gli spettri dei continui attacchi continuano a spuntare fuori nonostante le buone intenzioni emerse ieri. Secondo II Velino, infatti, il sindaco Luigi de Magistris porta in tribunale il presidente della Provincia, Luigi Cesaro sulla questione Tarsu. Il provvedimento risalirebbe a due settimane fa, quando Il Comune partenopeo avrebbe fatto ricorso al Tar della Campania contro la decisione della giunta provinciale di chiedere il pagamento degli importi Tarsu per la città Insomma, il Comune non vuole trasferire questi fondi alla Provincia. La richiesta di Palazzo Matteotti risale a giugno, quando l'esecutivo guidato dall'ex pm si era insediato da pochissimo tempo. «Ritenendo tale provvedimento lesivo degli interessi del comune di Napoli appare opportuno proporre ricorso al Tar Campania per chiedere l'annullamento dello stesso demandando all'Avvocatura municipale di tutelare gli interessi dell'Ente», è scritto infatti nella delibera della giunta cittadina, approvata due settimane fa su proposta dell'assessore al ramo Avvocatura, Giuseppe Narducci. Palazzo San Giacomo è quindi convinto di non dovere all'Amministrazione provinciale guidata da Cesaro le risorse chieste quando al settore Bilancio c'era ancora Michele Saggese e non l'attuale assessore, Riccardo Realfonzo. Tuttavia è il dibattito sull'infrazione Ue a continuare a tenere banco. «È molto provinciale e a tratti incomprensibile questo dibattito per individuare chi sarebbe stato bocciato dall'Unione Europea in materia di rifiuti - spiega il segretario cittadino dell'Idv, Vincenzo Ruggiero - sembra, invece, acclarato un elemento: è necessario individuare nuove discariche». «In altri termini - aggiunge - in attesa che si facciano o meno i cosiddetti impianti finali, l'Ue richiama ad una elementare esigenza: nel frattempo i rifiuti dove si mettono? Il trasferimento all'estero diviene una necessità di fronte all'inerzia di chi doveva procedere e non lo fa». «Chiunque vive dalle nostre parti sa che in Campania vi sono ampie zone scarsamente abitate e morfologicamente idonee ad ospitare nuovi siti. Ma un veto di leader politici di quelle zone blocca l'agire del governatore Caldoro e del commissario da lui scelto in questa materia». «L'Amministrazione comunale - conclude - sta facendo ogni sforzo per sopperire alla mancanza d'impianti e per essere autonoma». Da II' eu roparlamentare del Pdl, Erminia Mazzoni, inoltre, arriva la replica al deputato della Lega Nord, Marco Maggioni, che aveva chiesto all'Ue di prendersela solo con Napoli e non con tutta l'Italia «Le sue dichiarazioni rappresentano un pericoloso populismo anti italiano - spiega la Mazzoni - Non è allargando la frattura tra Nord e Sud che si aggredisce l'inefficienza di chi ha amministrato e chi amministra Napoli. L'Italia tutta paga per l'assenza di una strategia di crescita nazionale».

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