LA LETTERA DELL'EUROPA SUI RIFIUTI: A NAPOLI BASTA TIRARE A CAMPARE

1 ottobre 2011 - Marco Imarisio
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

Ancora due mesi, poi paghiamo caro e paghiamo tutti. La lettera sui rifiuti di Napoli spedita dall'Unione Europea al nostro ministro degli Esteri ci ricorda che la condanna del marzo zoio per «gravi inadempienze» non viene via gratis, e c'è il rischio di una multa milionaria. Ma le critiche di Bruxelles offrono anche solidi argomenti agli apocalittici convinti che la vicenda dei rifiuti napoletani riassuma i difetti del nostro Paese. Al netto del linguaggio burocratico, l'Unione Europea infatti ci accusa di tirare a campare, privilegiando sempre e comunque l'oggi a discapito del domani. Mostra di non credere neppure alle nostre scelte a medio termine, basate solo sulle convenienze, e tarate sul 2014, quando entreranno in funzione impianti esistenti solo sulla carta. L'estate di Napoli è trascorsa pulita grazie a ordinanze regionali di natura «straordinaria» che imponevano i rifiuti cittadini alle altre provincie, adesso ormai sature. Prima o poi partiranno le navi, soluzione per sua natura paradossale: i rifiuti finiranno in Olanda per essere inceneriti, mentre il sindaco de Magistris si batte contro la costruzione di un secondo inceneritore, e Bruxelles ne chiede «almeno» tre. La nuova giunta ha il merito di lavorare forte sulla raccolta differenziata, e il demerito di spacciarla come unico rimedio possibile nel lungo periodo, mantenendosi sul vago per quel che riguarda il futuro prossimo. L'Europa vuole maggiore concretezza e prende atto che di inceneritori non se ne parla fino al 2014-2015, le discariche ancora attive chiudono tra pochi mesi e nessuno si prende la briga di cercarne altre. La competenza sull'individuazione dei siti sarebbe della Provincia, governata da Luigi Cesaro, un fedelissimo di Nicola Cosentino con il quale de Magistris ha stretto una intesa cordiale basata sull'immobilismo. Il primo si guarda bene dal maneggiare una patata bollente, il secondo può rivendicare lo stop a inceneritori e discariche, ottenuto grazie a un inedito alleato. L'Unione Europea si chiede invece come Napoli intenda uscirne, a parte espedienti di breve durata. Ci sembra ancora una buona domanda.

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