LE ISTITUZIONI CALDORO ATTACCA LA PROVINCIA, CESARO CONTROBATTE. IN MEZZO IL COMUNE

Procedure attuative per accelerare e realizzare gli impianti, è scontro a tre

30 settembre 2011 - r.r.
Fonte: Roma

NAPOLI. «Il piano è blindato, la Commissione europea lo ha confermato nella sua validità e non va cambiato perché altrimenti potremmo avere dei problemi con la stessa Commissione». Così il governatore della Campania, Stefano Caldoro. «I rilievi mossi sono relativi al 2008. La Ue conferma il nostro piano - ha affermato - che prevede discariche, impianti intermedi e termovalorizzatori. Anzi dice che occorre accentuare su quest'ultimo punto». «Non posso che essere d'accordo con quanto affermano - ha sottolineato - e fossi nei loro panni anche io avrei prudenza. Credo che sia giusto e corretto che siano molto attenti al cronoprogramma. La strada che abbiamo tracciato è quella giusta, altre soluzioni non avrebbero senso - ha aggiunto Cal-doro - anche se è possibile integrare il piano con ipotesi nuove legate alle tecnologie come, per esempio, le piattaforme al plasma, presentate da Fincantieri. Serve l'intesa istituzionale perché altrimenti rischiamo un conflitto che ci farebbe perdere credibilità». Quindi i termovalorizzatori: «Dobbiamo chiudere l'intesa. E resta la questione più delicata relativa alle discariche, che sono una priorità». Arriva la bordata: «La Provincia - ha affermato - ha avviato con i Comuni la "zonalizzazione" per indicare i siti dove realizzarle. Ogni cosa deve subire un'accelerazione. È chiaro che qualsiasi rallentamento non sarà visto di buon occhio». Il governatore spiega di aver già inviato, qualche tempo fa, una lettera ai Comuni e alle Province per verificare il loro cronoprogramma e per chiedere a ognuno di accelerare. «I ritardi finora accumulati non dipendono da noi». E conclude: «La Commissione europea ribadisce il principio di prossimità nello smaltimento dell'immondizia. Inoltre in caso di necessità e crisi è possibile che i rifiuti, controllati e trattati secondo le normative, viaggino fuori regione e all'estero». Non ci sta la Provincia: il presidente Luigi Cesaro ricorda che ha individuato sette aree per gli sversatoi, cercando la condivisione con il territorio (c'è già l'ok per due siti), non senza riscontrare in alcuni casi marcate resistenze. Poi la stoccata: se la Regione vuole «accelerare», può farlo, il potere è nelle mani del commissario ad hoc Annunziato Vardè. Ma Cesaro va oltre: per le due discariche Persano 1 e Persano 2 i lavori sono bloccati dalla realizzazione di vie accessorie, ed è proprio la Regione a non rilasciare l'autorizzazione per problemi burocratici. Quanto agli stir c'è un bando di gara per ammodernare 'affino: anche in questo caso l"'alternativa" c'è, può agire ed accelerare l'altro commissario, Pasquale Manzo. È nei suoi poteri. Della serie tutti contro tutti, interviene anche Palazzo San Giacomo. «La messa in mora dell'Italia da parte dell'Ue è una decisione che ci aspettavamo. Questa Amministrazione da sempre ha espresso la ferma contrarietà al piano rifiuti presentato dalla Regione, tanto che nel mese di agosto abbiamo inviato alla stessa Regione un dossier di osservazioni critiche contenute in ben 18 pagine. Il Piano non prevede immediate soluzioni e propone unicamente l'utilizzo di inceneritori, che risultano sovradimensionati rispetto alle necessità ed il cui avvio non potrebbe avvenire prima del 2016». A parlare è II vicesindaco e assessore all'Ambiente del Comune di Napoli, Tommaso Sodano. «La nostra decisione di individuare partner stranieri per inviare i rifiuti fuori dalla Campania è ampiamente condivisa e supportata dall'Ue proprio perché rappresenta una risposta concreta, temporanea, alla risoluzione del conferimento dei rifiuti. In cento giorni non solo abbiamo avviato la differenziata porta a porta per altri 180mila abitanti, ma abbiamo anche inaugurato due siti di trasferenza (Ictn e via Brin) e le isole ecologiche mobili».

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