L'Ue sui rifiuti: «Risultati insufficienti»

Bruxelles contesti i ritardi. Regione e Comune ancora divisi sul piano
30 settembre 2011
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI — Da Bruxelles arriva quello che tutti definiscono un vero «ultimatum» all'Italia perché risolva «con azioni precise e in tempi brevi» l'emergenza rifiuti a Napoli e in Campania. Ora, Governo e autorità locali avranno sessanta giorni di tempo per persuadere la Commissione europea con azioni concrete di recupero sul tempo perso. In caso contrario l'Italia finirebbe sotto giudizio della Corte di giustizia e l'eventuale condanna sarebbe accompagnata da pesantissime multe, calcolate in relazione al Pil. Per il governatore campano, Stefano Caldoro, occorre «chiudere l'iter relativo ai termovalorizzatori. E resta la questione più delicata relativa alle discariche che sono una priorità. E un percorso da accelerare — ha confermato —. Il piano regionale dei rifiuti è blindato, la Commissione europea lo ha confermato nella sua validità e non va cambiato. Piuttosto — ha concluso — serve l'intesa istituzionale, altrimenti rischiamo un conflitto che ci farebbe perdere credibilità».» Diciotto mesi fa i giudici europei hanno condannato l'Italia per non aver organizzato in Campania «un sistema integrato adeguato per la gestione dei rifiuti», e Bruxelles, ora, ritiene che - nonostante la situazione sia in qualche modo migliorata - quella sentenza non sia stata adeguatamente applicata. Anzi, sostiene «che apparentemente sono state prese ben poche misure, comprese le spedizioni, per garantire una regolare gestione dei rifiuti fino a quando entreranno in funzione gli impianti previsti». Sulla differenziata arriva la prima sferzata: «È fondamentale aumentare gli sforzi per conseguire un ulteriore significativo aumento delle percentuali di raccolta differenziata nei comuni della provincia di Napoli e, soprattutto, nella città di Napoli». Questo si rende necessario, spiega la Commissione, «perché più della metà della popolazione della Campania vive in provincia di Napoli, e più della metà dei rifiuti prodotti in Campania viene prodotta nella provincia di Napoli». Nella lettera la Commissione europea chiede che, in attesa dei nuovi termovalorizzatori, «occorre urgentemente fare in modo che quanti più rifiuti siano inviati a smaltimento o recupero in altre Regioni italiane o in altri Paesi». Quindi, Bruxelles è costretta in qualche modo a constatare che la Campania «è caratterizzata da instabilità nella gestione dei rifiuti e i risultati non sono ancora sufficienti». Insomma, occorre «aumentare la capacità delle discariche presenti, realizzarne delle nuove, aggiungere tre inceneritori a quello già esistente di Acerra e incrementare la raccolta differenziata e il riciclo». Ne va — avverte la Ue — della «salute dei cittadini e dell'ambiente». Tra gennaio e giugno scorsi le autorità italiane hanno presentato un piano dei rifiuti sul quale, tuttavia, la Commissione si è mostrata piuttosto perplessa per i punti contenuti e finora non ancora toccati: «Una grande maggioranza delle installazioni sono lungi dall'essere realizzate e la tempistica indicata è spesso troppo vaga». L'Europa, tra l'altro, non dimentica «i circa sei milioni di tonnellate di balle di rifiuti ancora depositate in discariche provvisorie e in attesa di un definitivo smaltimento o recupero». Infatti, nella lettera viene ricordato che «le autorità italiane prevedono di caratterizzare le ecoballe, indi incenerirle, in un apposito impianto da realizzare a Giugliano-Villa Literno, che avrà una capacità compresa tra le 400mila e le 5oomila tonnellate l'anno e che entrerà in funzione nel 2014. Poiché le ecoballe ammontano a circa 6 milioni di tonnellate, occorreranno dai 12 ai 15 anni per smaltire tutte le ecoballe una volta che l'inceneritore ad hoc sarà entrato in funzione. Ciò significa che, secondo quanto previsto dalle autorità italiane, lo smaltimento definitivo di tutte le ecoballe non potrà essere ultimato prima dell'anno 2026». Alla Commissione, specifica il documento, «non è stata fornita nessuna informazione sull'evoluzione delle procedure attinenti alla realizzazione di tale impianto». Relativamente alle discariche, nel febbraio di quest'anno, si legge, «la capacità stimata residua delle discariche era di 1,3 milioni di tonnellate ma, in relazione a problemi tecnici e giuridici, la capacità delle discariche esistenti è di 600 mila tonnellate e in Campania si registra la necessità di ricorrere all'invio fuori regione di una quantità media di circa 60o tonnellate di rifiuti al giorno». Secondo il ministro delle Politiche comunitarie Anna Maria Bernini «la procedura di infrazione contro l'Italia tiene conto di dati che non sono più attuali, ma che si riferiscono a una situazione relativa allo scorso giugno. Abbiamo due mesi di tempo per presentare un piano convincente: è il momento della responsabilità condivisa e di fare piazza pulita delle interpretazioni diverse da quelle effettive della Commissione».

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