Ultimatum dell'Ue sui rifiuti di Napoli

L'EMERGENZA IMMONDIZIA. Il commissario all'Ambiente apre una procedura d'infrazione: «Poco o nulla è stato fatto per realizzare una rete d'installazioni perla gestione e lo smaltimento».
30 settembre 2011 - SONIA ORANGES
Fonte: Il Riformista

Insieme all' immondizia per le strade a Napoli, tornano anche le bacchettate dell'Unione europea sulla gestione dei rifiuti in Campania. Da Bruxelles, infatti, ieri è arrivato un vero e proprio ultimatum, insieme con l'apertura dell'ennesima procedura d'infrazione (di cui l'Italia detiene il record negativo). La Commissione, infatti, ha messo in mom l'Italia per non aver eseguito la sentenza della Corte europea di giustizia del marzo 2010 sulla mancata soluzione dell'emergenza rifiuti partenopea, in violazione della direttiva europea sulla materia del 2006. A fumare la notifica formale è stato il commissario all'Ambiente Janez Potocnick, minacciando di riportare Roma davanti alla Corte che, se dovesse esprimersi nuovamente contro l'Italia, comminerebbe pesantissime multe pecuniarie per ogni giorno di permanenza dello stato d'infrazione. «La crisi dei rifiuti a Napoli e nelle aree circostanti, costituisce una preoccupazione particolare, in quanto ha già messo a rischio la salute umana e l'ambiente - ha spiegato Joe Han-non, portavoce del commissario all'Ambiente - Nonostante alcuni miglioramenti dalla sentenza della Corte Ue del 2010, la Regione Campania manca ancora di una rete di installazioni per la gestione dei rifiuti ed esistono problemi ricorrenti per la raccolta e lo smaltimento». C'è dunque bisogno, hanno detto chiaro e tondo a Bruxelles, «di un programma molto più specifico e di uno scadenzario con tempi molto più brevi». Punto su cui l'Italia ora ha due mesi di tempo per rispondere. D'altra parte, per le amministrazioni comunale, provinciale e regionale della Campania, è impossibile negare l'evidenza sottolineata dal commissario all'Ambiente: «Risulta che una grande maggioranza delle istallazioni previste sono lungi dall'essere realizzate e che la tempistica indicata dalle autorità italiane è spesso troppo vaga. Apparentemente sono state prese ben poche misure, spedizioni incluse, per garantire una regolare gestione dei rifiuti in Campania fino a quando entreranno in funzione tutti gli impianti previsti». La Commissione, insomma, non ha dimenticato che alla produzione giornaliera dei rifiuti vanno ad aggiungersi i circa sei milioni di tonnellate di vecchie balle ancora depositate in discariche temporanee in attesa di un definitivo smaltimento o recupero. E che né alla prima, né alle seconde è sin qui stata data una destinazione certa. Sulla questione, è intervenuto anche il ministro alle Politiche comunitarie Anna Maria Bemini, che ieri era alla riunione del Consiglio europeo: «La nuova procedura è stata presa in base alle comunicazioni inviate il 7 giugno scorso dalle autorità italiane, riferite dunque a dati non più attuali, senza tener conto che da allora le cose sono migliorate e cominciano a funzionare. Già la scorsa settimana avevo scritto a Potocnick segnalandogli che il piano dei rifiuti sta funzionando, compresa la raccolta differenziata, anche se con tempi diversi rispetto agli impegni presi». Il problema, dunque, non sarebbe di merito, ma dipenderebbe dai tempi dell'attuazione del piano varato già da tempo da Palazzo Santa Lucia, soprattutto per quanto riguarda l'indispensabile dotazione di infrastrutture (inceneritori, impianti di compostaggio, discariche). Una tesi cavalcata anche dal governatore di centrodestra Stefano Caldoro che non è rimasto stupito dall'intervento a gamba tesa dell'Ue e che, in qualche modo, continua a cercare di farsi garante della riuscita del piano, invitando gli altri enti locali coinvolti nell'emergenza (Comune e Provincia, restii a imboccare la strada indicata dalla Regione, l'uno a proposito dei termovalorizzatori, l'altro a proposito delle discariche) a non indugiare su inutili polemiche: «Serve l'intesa istituzionale perché altrimenti rischiamo un conflitto che ci farebbe perdere credibilità. Il piano è blindato, la Commissione europea lo ha confermato nella sua validità e non va cambiato perché altrimenti potremo avere dei problemi con la stessa Commissione». Parole che stridono con quelle pronunciate poco prima dal sindaco di Napoli Luigi de Magi-stris: «Adesso il giudizio sulla nostra gestione è lusinghiero, abbiamo liberato Napoli dai rifiuti, e non parliamo di discariche o inceneritori. Se la Regione e il presidente Caldoro ci seguissero, invece delle sanzioni arriverebbero plausi e soldi».

Powered by PhPeace 2.6.4