Rifiuti, ora l'Italia rischia una maxi multa

Dalla Ue nuovo richiamo sull'emergenza in Campania. Scontro tra Comune e Regione
30 settembre 2011 - Gianpaolo Tarantino
Fonte: La Discussione

Alla fine, dopo giorni di indiscrezioni, la lettera da Bruxelles è arrivata. L'Europa ha messo in mora l'Italia per la gestione dell'emergenza rifiuti. Il commissario all'Ambiente Janez Potocnik ha deciso di inviare una notifica formale, ricordandole l'obbligo di rispettare una sentenza della Corte Ue di Giustizia del 2010. Se Roma non si adeguerà, la Commissione potrebbe portare nuovamente il caso davanti alla Corte e chiedere che venga comminata una multa, così come previsto dalla normativa comunitaria nel caso di un Paese già condannato. Secondo Bruxelles, la crisi della "munnezza" a Napoli e nelle aree circostanti «costituisce una preoccupazione particolare, in quanto ha già messo a rischio la salute umana e l'ambiente.. La Commissione ha rilevato una serie di miglioramenti che però non sono stati sufficienti. Nonostante la sentenza di condanna dell'anno scorso «manca ancora una rete di installazioni per la gestione dei rifiuti.. A Bruxelles sono preoccupati soprattutto per il persistere di problemi cronici. La questione che sta a monte è che gli impianti per lo smaltimento non ci sono. Una grave mancanza che provoca «problemi ricorrenti a Napoli e in diversi altri Comuni della Campania.. La Ue menziona anche il caso delle «circa 6 milioni di tonnellate di vecchie balle che si trovano ancora in depositi temporanei.. Se a Napoli non si danno da fare, dall'Europa non arriveranno più soldi. Nello scorso febbraio il Parlamento europeo ha votato e approvato la risoluzione che bocciava le politiche messe in campo dalle istituzioni che hanno a disposizione e ancora bloccano i fondi strutturali destinati alla Campania (circa 145 milioni di euro). «Fondi - si leggeva nella risoluzione - che saranno sbloccati non appena il piano perla gestione dei rifiuti sarà effettivamente conforme alle norme Ue.. A poche ore dall'arrivo della missiva della Commissione, all'ombra del Vesuvio, era già scattato il so- lito rimpallo di responsabilità. La nuova decisione di mettere in mora l'Italia viene letta diversamente da regione e comune. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris scarica sulla Regione: «Condivido la posizione di Bruxelles e abbiamo contribuito a redigere questo giudizio, quando non governavamo. Adesso il giudizio sulla nostra gestione è lusinghiero, perché abbiamo liberato Napoli dai rifiuti, e non parliamo di discariche o inceneritori. Se la Regione e il presidente Caldoro ci seguissero, invece delle sanzioni arriverebbero plausi e soldi.. Da Palazzo Santa Lucia fanno sapere che è escluso che possa trattarsi di una bocciatura del piano quanto piuttosto della mancata realizzazione degli impianti previsti. Intanto i cittadini napoletani fanno i conti con l'aumento della Tarsu, incrementata per l'anno 2010 e 2011 per la parte spettante alla Provincia di Napoli che fissa il co- sto per lo smaltimento. Ma anche quest'ennesimo scambio di accuse tra Comune e Regio- ne, come le strade piene di rifiuti, è una scena già vista. Caldoro e de Magistris si erano già scontrati quando nel marzo 2010 la Corte di Ciustizia aveva emesso la sentenza di condanna per i danni all'ambiente e il pericolo per la salute dei cittadini in riferimento al picco di emergenza raggiunto nel 2007. Il sindaco già attribuiva alla Regione l'eventuale messa in mora al piano rifiuti varato dalla Campania ed alla mala gestione degli anni precedenti. Allora il futuro governatore della regione, scaricava la responsabilità sui governi di centrosinistra: «La condanna della Ue è uno dei disastri che riceviamo in eredità dal centrosinistra.. Insomma a distanza di 16 mesi esatti, Regione e Comune recitano lo stesso copione. Ma mentre de Magistris e Caldo- ro litigano, continua l'attesa per le navi cariche di rifiuti in partenza per il nord Europa. Nato il consorzio tra Asia (società di raccolta dei rifiuti del comune) e Sapna (società provinciale), si attendono le necessarie autorizzazioni, il via libera della Regione, la chiarezza sulle città e gli impianti di destinazione, l'individuazione della società che dovrà caricarli sui cargo-spazzatura. Per il momento c'è una sola certezza: l'annunciata partenza delle prime navi agli inizi di settembre, come assicurato dal Comune in agosto, non c'è stata. Intanto la Regione Puglia ha sospeso la discarica Italcave, dopo le anomalie riscontrate nei giorni scorsi, che non potrà più ricevere i rifiuti di Napoli. In attesa di una nuova condanna dell'Europa la città continua a fare i conti con una situazione ai limiti del possibile. Ieri quasi due tonnellate di spazzatura restavano abbandonate per le strade.

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