L'affondo L'ex inquilino di Palazzo San Giacomo «Nel mio mandato la raccolta differenziata è aumentata»

Iervolino testimone al processo: porta a porta impossibile

L'ex primo cittadino convocato insieme con tredici colleghi dagli avvocati della difesa
29 settembre 2011 - Vittorio Moccia
Fonte: Il Mattino

Quattordici ex sindaci della Campania, tra cui Rosa lervolino Russo, hanno testimoniato al processo per i presunti illeciti nella gestione dei rifiuti in cui è imputato, tra gli altri, l'ex governatore Antonio Bassolino. Gli ex sindaci erano stati citati dalla difesa per dimostrare che i rifiuti che arrivavano agli impianti di cdr (dove si sarebbe dovuto produrre combustibile) erano di cattiva qualità. La Iervolino ha ricordato le difficoltà affrontate durante i suoi dieci anni di mandato per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, sottolineando che nel 2001, anno in cui si insediò a Palazzo San Giacomo, la differenziata era appena il 5 per cento, mentre poi si è riusciti a portarla al 19 per cento. A giudizio dell'ex sindaco, a Napoli è impossibile organizzare l'intera raccolta dei rifiuti con il sistema del porta a porta poichè la densità abitativa è troppo elevata. Temendo che questa potesse essere considerata una critica all'attuale sindaco, convinto assertore del porta a porta, la lervolino ha precisato: «Non voglio fare la suocera di De Magistris». Tra gli ex sindaci che hanno testimoniato, anche Luigi Falco (Caserta) e Mauro Bertini (Marano). Il processo (V sezione penale, presidente Maria Adele Scaramella) riprenderà mercoledì  prossimo, presso l'aula bunker di Poggioreale. Ma è ancora molto lontano dalla conclusione, vistala complessità della materia e l'enorme numero di testimoni citati dalle due parti (la pubblica accusa è rappresentata dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo). Ciò che si sta accertando a dibattimento (gli imputati sono 28), in un procedimento nel quale sono ipotizzati i reati di truffa ai danni dello Stato, frode in pubbliche forniture e falso, è la responsabilità di commissariato di governo per l'emergenza rifiuti a ditte impegnate nel ciclo dei rifiuti nella mancata soluzione della stessa emergenza. Sotto accusa, oltre a Bassolino, i suoi più stretti collaboratori nel periodo commissariale (2001-2004), vale a dire Raffaele Va-noli, Salvatore Acampora, Giulio Facchi, Giuseppe Sorace e Claudio De Biasio; e i responsabili delle aziende finite sotto inchiesta (Impregilo, Fisia Italimpianti, Fibe, Fibe Campania e Gestione Napoli) e cioè, tra gli altri, Pier Giorgio Romiti, Paolo Romiti e Armando Cattaneo. Inoltre, i responsabili dei sette impianti di cdr che hanno operato in Campania durante quello stesso periodo. Compito della difesa di Bassolino e dei responsabili «politici» del commissariato è quello di dimostrare l'impossibilità di far funzionare a pieno regime gli impianti controllati a causa delle inadempienze «a monte» nel ciclo dei rifiuti di molti comuni della regione.

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