Esposito: è la tomba degli inceneritori. Il governatore: l'immondizia all'estero non è punto d'orgoglio

Piattaforme in mare per i rifiuti

Progetto Fincantieri. Caldoro: soluzione possibile, ma non basta
27 settembre 2011 - Angelo Agrippa
Fonte: Corriere del mezzogiorno

NAPOLI — Il braccio di ferro tra il governatore Stefano Caldoro e l'amministrazione comunale di Napoli continua. Stavolta è stato il progetto Plasmare presentato da Fincantieri (che prevede impianti galleggianti in mare, da realizzare nello stabilimento di Castellammare di Stabia, per smaltire rifiuti e produrre cdr) a rimarcare le distanze. Per Caldoro «non è una soluzione alternativa alla realizzazione dei termovalorizzatori», in quanto si tratta «di tecnologie che vanno insieme e sono molto simili l'una all'altra; tuttavia — ha poi precisato — il progetto Plasmare è stato esaminato a fondo dall'amministrazione regionale e inserito nel piano regionale dei rifiuti». Per l'assessore comunale allo sviluppo, Marco Esposito, invece, si tratta di «un progetto interessante perché mette una pietra tombale sui termovalorizzatori e guarda all'occupazione dei cantieri di Castellammare a cui teniamo molto. Se Caldoro ha giudicato interessanti i dati presentati non può che leggerli nel loro complesso: alla luce dell'inquinamento prodotto da Acerra è impensabile fare altri termovalorizzatori». Per Esposito proseguire il percorso verso il termovalorizzatore di Napoli «mi sembra una follia». Il progetto Plasmare prevede la costruzione di una chiatta con a bordo un impianto per la produzione di cdr, il combustibile derivato dai rifiuti, mentre una seconda chiatta, ancora in fase sperimentale, trasformerebbe il prodotto del cdr in energia attraverso un processo di gassificazione con la tecnologia al plasma. Caldoro, ieri tornato al dialogo con i campani via web, ha anche risposto ad una domanda di un cittadino napoletano che ha chiesto se è giusto esportare monnezza all'estero piuttosto che arte e cultura. «Non può essere elemento d'orgoglio, in quanto si tratta di una soluzione transitoria alla crisi dei rifiuti — ha sottolineato il governatore —. Tra l'altro, si segue una procedura costosa e i nostri cittadini sono costretti a pagare di più». Caldoro ha ricordato che per il passato anche Bertolaso «ha portato i rifiuti in Germania». L'immondizia diretta in Olanda, ha aggiunto, «finirà in impianti di termovalorizzazione», segnale che «questo tipo di impianto serve». «La Campania — ha ancora una volta ribadito — deve dotarsi di un sistema di rifiuti come lo hanno tutti, fatto di discariche, impianti intermedi e termovalorizzatore. Alternative non ce ne sono. D'altronde, la realizzazione è a totale carico dell'investimento privato, senza fondi pubblici. Quindi, non possono esserci battaglie o bandiere politiche, occorre essere pratici e risolvere il problema come si fa ovunque». Infine, una riflessione sullo scio- A fuoco l'impianto pero degli addetti: «Ci sono state troppe assunzioni negli anni passati nel settore dei rifiuti e in maniera impropria. Si pagano troppi stipendi rispetto al corrispondente ciclo economico. I comuni sono indebitati a causa delle continue emergenze che devono affrontare. Spero che la Corte dei Conti indaghi sugli sprechi fatti per il passato». Intanto, dopo la distribuzione del kit per la differenziata a Scampla e la raccolta ancora a rilento in alcuni quartieri di Napoli, sulla pesante situazione di crisi campana si aggiunge anche l'incendio, probabilmente di origini dolose, divampato nell'impianto Stir di Battipaglia che rimarrà fermo presumibilmente per un paio di settimane. «Il sospetto che le fiamme siano state appiccate di proposito», ha dichiarato l'assessore provinciale Antonio Fasolino, «purtroppo c'è, anche se le verifiche sono ancora in corso».

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