I comitati: no alle proroghe, Chiaiano deve chiudere

La mobilitazione Lo stop è previsto per fine anno L'8 ottobre corteo nel quartiere per chiedere certezza sui tempi
21 settembre 2011 - Mariangela Barberisi
Fonte: Il Mattino

 «L'8 ottobre 2011 ci sarà il corteo per chiedere un termine definitivo per la chiusura della discarica e il futuro dei residenti». Così i rappresentanti della Rete Commons e del presidio permanente contro la discarica di Chiaiano, dopo il sopralluogo di ieri mattina in discarica e l'assemblea pubblica. «Hanno ribadito che non ci sarà ampliamento, ma hanno negato i dati che abbiamo presentato sulle tonnellate di rifiuti che dovranno arrivare in discarica», ha dichiarato Antonio Emma, uno dei rappresentanti del presidio permanente contro la discarica di Chiaiano. «L'ingegnere Viparelli ci ha spiegato che sui documenti che abbiamo ricevuto, in cui sono presenti le tonnellate ancora da sversare, c'è stato un errore di trascrizione». Secondo i documenti mostrati ai delegati, fino al 20 settembre 2011 sono state conferite 558.000 tonnellate di rifiuti. Nel febbraio del 2011, con una nota, il presidente della Provincia, Luigi Cesaro, aveva comunicato che erano stati conferiti in discarica 650.000 tonnellate di rifiuti. Questa disparità è giustificata dal fatto che non si tratterebbe di cinquantamila tonnellate, ma di cinquantamila metri cubi. La preoccupazione dei comitati civici è capire cosa significa questo errore nei dati: i cittadini chiedono che questo non porterà ad una proroga della data di chiusura della discarica, prevista per il 31 dicembre 2011. Al sopralluogo hanno partecipato i membri della rete Commons e del presidio permanente contro la discarica, alcuni rappresentanti delle istituzioni e i sindaci di Marano e Mugn ano. La manifestazione dell'8 ottobre servirà per conoscere il futuro dei cittadini. «Vogliamo conoscere i tempi di chiusura della discarica, - gridano i comitati anti-discarica - abbiamo il terrore che una volta satura, il governo possa decidere di non chiuderla. C'è il pericolo, - continua una residente - che dopo un periodo di assestamento, in cui il livello di rifiuti si abbassa, le istituzioni possano decidere di continuare a sversare».

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