La protesta Decaduto il decreto blocca-immondizia

Puglia in rivolta «No ai rifiuti della Campania»

L'assessore regionale Nicastro «Logiche da emergenza non siamo la vostra discarica»
20 settembre 2011 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Città pulita anche grazie ai trasferimenti dei rifiuti in Puglia, ma l'assessore all'ambiente della Regione guidata da Ni-chi Vendola non ci sta e convoca una conferenza stampa per annunciare tutte le possibili iniziative per fermare i viaggi dell'immondizia. «La Campania continua a utilizzare la Puglia per chiudere fuori regione il ciclo dei rifiuti», spiega l'assessore all'ambiente Lorenzo Nicastro. «Mi risulta - continua - che in alcune città anche importanti come Salerno abbiano percentuali di differenziata molto elevata, ma questo non basta per smaltire autonomamente tutta la spazzatura. Se si pretende di utilizzare le discariche pugliesi vuol dire che qualcosa non funziona». La contesa tra Campania e Puglia va avanti ormai da mesi. Già nella scorsa primavera la Regione di Vendola aveva bloccato i conferimenti ritenendo che i rifiuti trasferiti non fossero quelli concordati precedentemente con la Protezione Civile. Ma l'italvace, una delle imprese private che gestiscono gli impianti tarantini di smaltimento, presentò ricorso al Tar contro la decisione dell'amministrazione. Il ricorso venne però respinto: il tribunale amministrativo ribadì che quelli che escono dagli stir della Campania non sono rifiuti speciali (che viaggiano senza bisogno di autorizzazioni), ma rifiuti solidi urbani tritati che finiscono in discarica e per i quali è necessario il sì della Regione dove vengono smaltiti. I «monnezza tour» si fermarono. II governatore Cal-doro, molte amministrazioni campane e tutte le parti politiche chiesero allora l'intervento del governo. Fu varato un decreto che più che inutile risultò dannoso. La Lega, infatti, impose che gli spostamenti della spazzatura avvenissero solo con il nulla osta delle Regioni di destinazione. Nel frattempo il consiglio di Stato concesse la sospensiva nei confronti del dispositivo del Tar. Il governo lasciò il decreto su di un binario morto e con la sua decadenza, ai primi di settembre, i viaggi della spazzatura sono ripresi. Ma gli amministratori pugliesi non ci stanno e Nicastro spiega: «Ci riesce difficile immaginare che la Regione e le società pubbliche delle Province campane possano pensare che i trasferimenti diventino un sistema ordinario di smaltimento, andando ben oltre l'emergenza». Il nodo, dunque, resta sempre lo stesso: la qualità dei rifiuti da smaltire. Per superarlo il consorzio formato da SapNa e Asia ha deciso di inviare all'estero non la frazione umida ma rifiuti solidi urbani da utilizzare per alimentare il teleriscaldamento. Gli impianti del Nord Europa bruceranno la spazzatura che non finirà, dunque, in discarica. I rappresentanti delle imprese olandesi, ha annunciato il vicesindaco Tommaso Sodano, domani saranno a Napoli per una serie di sopralluoghi necessari per mettere a punto gli accordi. Intanto Asia e Sapna hanno formato un consorzio per gestire l'intera operazione. «Si tratta di una trattativa complessa - spiega l'amministratore delegato di Asia, Daniele Fortini - noi chiediamo un servizio chiavi in mano, dal caricamento della nave fino allo smaltimento. Trattiamo direttamente con i gestori degli impianti senza mediazioni. In questo modo è stato possibile abbattere i costi e rendere trasparente l'operazione, ma bisognerà portare a termine in proprio tutti gli adempimenti burocratici. Una procedura complessa All'estero Consorzio SapNa-Asia per trasferire nel nord Europa gli scarti urbani destinati al riscaldamento

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