Virgilio Marino, uno degli avvocati degli imprenditori assolti dal gup

Il legale: abbiamo dimostrato gli errori della Procura

18 settembre 2011 - T. B.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI — Se il pm che coordinò le indagini è rammaricato per l'esito dell'inchiesta «Cassiopea», gli avvocati del collegio difensivo, che durante tutti questi anni hanno seguito la vicenda, sono invece molto soddisfatti: perché, se molti reati sono stati prescritti, per altri (tra cui l'associazione per de - linquere) il gup ha assolto gli imputati. Della lunga e contorta vicenda di Cassiopea parla l'avvocato Virgilio Marino, che ha fatto parte del collegio difensivo assieme ai colleghi Giovanni Vasoin de Prosperi, Andrea Niccolai, Fabio Celli, Agostinangelo Marras, Lorenzo Vitali, Alberto Uccelli, Vinicio Vannucci, Raffaele De Simone, Paolo Mei, Andrea Garaventa, Paolo Sommella, Mauro Moretti e Fabio Fulgeri.
Avvocato Marino, è stata una lunga battaglia... «Ma la nostra tenacia è stata premiata. Per il reato di disastro ambientale, per esempio, il giudice non ha ritenuto che l'evento "disastro" sia stato accertato, escludendo l'aggravante, e per l'inquinamento della falda acquifera vi è stata l'assoluzione perché il fatto non sussiste: merito degli approfondimenti tecnici depositati dall'avvocato Vasoin de Prosperi, che ha dimostrato come i dati forniti dal consulente della Procura fosse errati e che non si trattasse di rifiuti tossici».
Perché la vicenda ha avuto un iter tanto faticoso? «Il protrarsi per tanti anni di questo processo è stata anche conseguenza di legittimi provvedimenti dell'autorità giudiziaria, come l'invio a Napoli ed il ritorno dei faldoni a Santa Maria Capua Vetere; difatti, la prima udienza preliminare si sarebbe dovuta concludere circa 6 anni fa».
A parte i faldoni che hanno viaggiato tra Santa Maria e Napoli, ci sono stati molti rinvii? «E stato fatto il possibile. Si sono sempre tenute udienze straordinarie, ossia dedicate solo a questo processo, e mai vi è stata una richiesta di rinvio delle difesa».
«Cassiopea» è stata un'inchiesta tormentata fin dall'inizio. «Esatto. Un altro gip, già in fase d'indagine e quindi anni orsono, aveva affermato come le ipotesi di reato non fossero perseguibili».
La stessa conclusione cui è giunto ora il giudice? «Infatti. Con apprezzabile approfondimento e accogliendo la linea difensiva, il gup Caparco ha ritenuto l'associazione per delinquere processualmente non perseguibile e l'azione penale non esercitabile (probabilmente — lo sapremo quando leggeremo le motivazioni della sentenza — si è rifatto a una precedente pronuncia del gup di sostanziale assoluzione) e, comunque, priva di elementi di colpevolezza: tanto da portare anche ad una assoluzione con la formula più ampia».

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