Il rinculo della munnezza

Tim Kezer, portavoce del colosso olandese avr, contattato da giggino ‘a manetta per incenerire i rifiuti, spiega a dagospia: “allo stato nessuna decisione presa” - dall'olanda anche l’europarlamentare de Jong boccia l’idea di spedire via mare a rotterdam 248mila tonnellate di sacchetti - l’operazione "waste cruises" potrebbe violare la direttiva comunitaria…
26 settembre 2011 - Carlo Tarallo
Fonte: Dagospia

La flotta della munnezza è diventata fantasma. Sotto ‘o Vesuvio rispuntano sacchetti a marcire in strada (qualche centinaio di tonnellate) e da Palazzo San Giacomo si osserva l'orizzonte. Binocoli alla mano, la sacchetto-flottilla dei conquistadores olandesi non si vede arrivare. Eppure è la via di uscita indicata dalla Giunta Brancarancione al problema: portare i rifiuti in Olanda via mare. Ma quando? Si doveva partire a settembre, ma ora si inizia a parlare di autunno. L'assessore regionale Giovanni Romano è perplesso, secondo lui non sono nemmeno iniziate le complesse procedure burocratiche che richiederebbero comunque un paio di mesi.
Il sito di via Brin, che dovrebbe essere usato per "stoccare" la munnezza in transito prima dell'imbarco, non è pronto. Il vicegiggino Tommaso Sodano, dal fortino arancione, dice che è tutto ok. Ma spunta anche una interrogazione alla Commissione Europea di un ex collega di Giggino ‘a Manetta, ovvero il neuroparlamentare olandese Cornelis de Jong, del "Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea", che solleva dubbi sulla regolarità di un eventuale accordo tra il Comune e il colosso olandese dell'incenerimento dei rifiuti AVR - Gansewinkel, e più in generale di tutta l'operazione "waste cruises".
Secondo de Jong, infatti, l'idea che una flotta di navi cariche di munnezza possa attraversare il Mediterraneo, superare Gibilterra, oltrepassare la Manica e scaricare a Rotterdam (un poco alla volta) qualcosa come 248.000 tonnellate di rifiuti potrebbe non essere esattamente in regola con le direttive comunitarie, rigidissime, del settore.
Per de Jong l'operazione potrebbe violare la direttiva che regola il settore dello smaltimento dei rifiuti rispetto a due punti: il "considerando 10", che afferma che "occorre ridurre i movimenti dei rifiuti" e il paragrafo 2 dell'articolo 5, che stabilisce che la rete integrata di impianti di smaltimento "deve permettere lo smaltimento dei rifiuti in uno degli impianti appropriati più vicini, grazie all'utilizzazione dei metodi e delle tecnologie più idonei a garantire un alto grado di protezione dell'ambiente e della salute pubblica".
Non solo: de Jong pone anche un altro problema: "Sono noti i problemi che affliggono l'Italia, in modo particolare Napoli, relativamente allo smaltimento dei rifiuti ed è noto che tale problema è legato alla mafia italiana. In che modo la Commissione considera questa esternalizzazione del problema dei rifiuti italiani?".
Boh? Ma la questione ha anche un altro aspetto: le immagini della munnezza lasciata marcire in strada sotto ‘o Vesuvio hanno fatto in giro del mondo, e le hanno viste anche in Olanda. L'interrogazione di de Jong è solo un esempio della "diffidenza" che c'è intorno ai sacchetti parte-nopei e parte-emigranti. Vuoi vedere che si rischia la rivolta anti-sacchetto olandese? Orange contro arancioni? Why not?

In ogni, caso, per vederci più chiaro, Dagospia ha fatto due chiacchiere con il portavoce del colosso olandese, Tim Kezer, che chiarisce lo stato dell'arte almeno per quel che riguarda il gruppo AVR: "Le autorità di Napoli - spiega Tim - hanno avuto contatti con molte aziende del mercato olandese circa la possibilità di trattare i vostri rifiuti. AVR è una di queste. Il nostro gruppo produce energia sostenibile dai rifiuti, utilizzando la tecnologia degli inceneritori. Saremmo in grado di trasformare i rifiuti di Napoli in energia, ma al momento non è stata ancora presa nessuna decisione".
Il giallo continua...

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