Termovalorizzatore di Acerra: Impregilo riapre la partita

Il Consiglio di Stato ha deciso di rimettere la questione della legittimità
15 settembre 2011 - Ilya Sapora
Fonte: Ore 12

Il Consiglio di Stato ha deciso di rimettere la questione della legittimità della legge sull'emergenza rifiuti in Campa nia dell'inizio del 2010 alla Corte costituzionale. La suprema magistratura amministrativa, infatti, ritiene non palesemente infondata la questione di legittimità delle norme sollevata da Impregilo nel ricorso contro la sentenza del tar dello scorso 30 dicembre. Impregilo ha eccepito, tra l'altro, che la legge impugnata ha determinato la privazione della disponibilità del termovalorizzatore di Acerra e degli incassi derivanti dalla cessione dell'energia elettrica prodotta dall'impianto. Secondo il Consiglio di Stato, le questioni inerenti all'appropriazione dei proventi della produzione di energia elettrica del termovalorizzatore di Acerra "vadano riguardati come fatto di carattere espropriativo". Le norme di attuazione dell'ultima legge sull'emergenza in Campania (contenute in un'Opcm) si pon gono dunque "in contrasto non solo con le disposizioni co munitarie in tema di modalità all'espropriazione, ma anche con le norme costituzionali che prevedono, da un lato, il ricorso al provvedimento legislativo per l'espropriazione e, dall'altro, la necessità di un indennizzo a fronte della detta ablazione". Il Consiglio di Stato, inoltre, ritiene non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale relativamente alla privazione dei dint ti di proprietà in mancanza di un indennizzo in relazione all'acquisizione dell'immediata disponibilità dell'impianto alla parte pubblica. La N sezione della suprema magistratura amministrativa era chiamata a pronunciarsi sulla cancellazione richiesta da Fibe, la società del gruppo Impregilo, del provvedimento di assunzione della "piena disponibilità", utilizzazione e godimento del termovalorizzatore e di tutti i provvedimenti adottati dalla Protezio ne civile, che aveva assegnato l'impianto alla multiutility lombarda A2A. Fibe-Impregilo aveva inoltre chiesto di annullare il provvedimento con cui vennero assegnati i ricavi derivanti dalla cessione dell'energia elettrica prodotta dall'impianto, compreso il Cip/6. Il Consiglio di Stato ha deciso di sospendere il giudizio e di trasmettere gli atti trasmessi alla Consulta: l'ordinanza della N sezione è stata notificata alle parti in causa ed al presidente del Consiglio dei ministri nonché comunicata ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica Sempre alla Consulta sono stati rimessi gli atti (questa volta da parte del Tar del La zio) relativi alla determinazione del valore dell'impianto. Il tribunale amministrativo, in fatti ha dichiarato lo scorso 30 dicembre "rilevante e non ma nifestamente infondata" (per contrasto con l'articolo 117 della Costituzione in relazione al Protocollo della Convenzio ne per la salvaguardia dei dint ti dell'uomo e delle libertà fondamentali), la questione di legittimità costituzionale limitatamente agli articoli 6 e 7 (primi tre comma) del decreto legge 195 del 2009. L'articolo 6 del decreto legge 195/2009 stabilisce il criterio per la determinazione del va lore del termovalorizzatore (in sede di conversione del decreto venne fissata la cifra di 355 milioni), mentre l'articolo 7 comma 1, 2 e 3 prevede che la proprietà dell'impianto venga trasferita entro la fine di quest'anno e che, quando il passaggio diventerà esecutivo, all'ex proprietario venga paga to quanto stabilito a titolo di importo omnicomprensivo, ma detratti, tra l'altro, il canone di affitto corrisposto a FibeImpregilo nei dodici mesi ante cedenti all'atto di trasferimento, delle somme relative agli interventi effettuati sull'impianto, funzionali al conseguimento degli obiettivi di costante ed ininterrotto esercizio del termovalorizzatore.

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