I cable rivelano che gli Stati Uniti proposero a Bertolaso una tecnologia innovativa per trasformare i rifiuti in un gas artificiale per produrre energia. Ma alla fine non se ne fece nulla

Rifiuti, gli Usa offrirono aiuto per l'emergenza

Il console Truhn: dall'inceneritore di Acerra «livelli inaccettabili di diossine », nelle ecoballe «residui tossici»
14 settembre 2011 - Alessandro De Pascale
Fonte: Terra

Gli Stati Uniti hanno offerto più volte al governo italiano il proprio aiuto per cercare di risolvere l'emergenza rifiuti in Campania. Che ormai va avanti da ben 17 anni. Lo rivela un cable per "uso ufficiale" diffuso da Wikileaks, che risale all'agosto 2009, scritto dal console Usa a Napoli, J. Patrick Truhn. Il diplomatico statunitense riporta che «il monitoraggio» dei camini dell'inceneritore di Acerra, l'unico attualmente in funzione in Campania, «ha rivelato livelli inaccettabili di diossine e di altri sottoprodotti tossici». Ma anche che le 7 milioni di ecoballe, stoccate in giro per la regione in attesa di smaltimento, sono piene di «rifiuti di incerta origine, alcuni dei quali sicuramente tossici», motivo per cui «non possono essere bruciate in sicurezza». Il degrado ambientale di alcune aree del Mezzogiorno, aggiunge poi Truhn, costituisce «un forte disincentivo agli investimenti al Sud, minacciando in particolar modo il settore turistico». Lo smaltimento illecito di rifiuti tossici da parte della camorra «prosegue senza sosta e quasi il 50 per cento dei terreni contaminati italiani si trovano in Campania». Le cause di questo disastro, possono essere riassunte in quattro "i": «Illegalità, inefficienza, irresponsabilità e indecisione», spiega Truhn. Ma il cablogramma rivela anche che «il Consolato ha proposto alla Regione un'innovativa tecnologia statunitense che produce energia da rifiuti. auasi a zero emissioni». Del progetto si parla in maniera più dettagliata in un altro cable, scritto sempre da Truhn un anno prima (nell'agosto 2008). «La società di San Diego, Adaptive Arc - si legge nel cable - sta trattando con la Campania e la Calabria per realizzare innovativi impianti di gassi-ficazione Plasma Fill che trasformano i rifiuti, anche tossici, in un gas sintetico che può essere utilizzato per produrre elettricità»: 500 KW da 25mila tonnellate di immondizia (solo Napoli ne produce 1.500 al giorno). Pochi mesi prima, nel pieno dell'emergenza a Napoli, l'azienda statunitense aveva proposto questa tecnologia all'allora commissario di governo ai rifiuti, Guido Bertolaso. Si tratta di impianti mobili, quindi portatili, realizzabili in moduli prefabbricati nel giro di 9 mesi. Il costo era di 20 milioni di euro per uno da 200 tonnellate al giorno che avrebbe prodotto per 1'80 per cento Sin gas sintetico e per il restante 20 rifiuti speciali (40mila tonnellate), in piccola parte liquidi, da smaltire al pari delle ceneri degli inceneritori. Nel maggio 2008 era infatti appena stato testato in Messico, a Monterrey, il primo impianto di questo tipo da circa 40 tonnellate di rifiuti ospedalieri al giorno. Della proposta americana, alla fine non se ne fece nulla. Proprio in quei mesi l'immondizia campana era tornata in strada e sulle prime pagine dei giornali. In tutta Italia infuriava inoltre la campagna elettorale. Dopo due annidi governo Prodi si tornava alle urne. Quel voto riporterà Berlusconi a Palazzo Chigi e Bertolaso ad occuparsi dei rifiuti in Campania. Un cable "confidenziale" del febbraio 2008, riporta di un incontro tra l'allora ambasciatore Usa a Roma, Ronald P. Spogli, e il primo ministro uscente Romano Prodi. Poco prima del colloquio, l'ex premier aveva avuto una riunione con Gianni De Gennaro, che per cinque mesi (dall'11 gennaio al 26 maggio 2008) era stato nominato da Prodi commissario delegato all'emergenza rifiuti. Nel cablogramma l'ex ambasciatore Spogli rivela che «l'Italia ha preso in considerazione la spedizione dei rifiuti in Paesi in via di sviluppo ma ha deciso per il no al fine di evitare l'impressione che volesse sfruttare le nazioni più povere. Continuerà, invece, a inviare i rifiuti in Germania dove saranno trattati in inceneritori ad alta tecnologia con un costo significativo per il governo». Prodi ha infine «affermato che non c'è alcuna facile soluzione a breve termine» dell'emergenza.

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