Cesaro cerca discariche in Europa

Nuovi invasi ancora al palo nonostante gli annunci, non possono essere sufficienti i soli "viaggi della speranza" in Olanda attraverso il protocollo d'intesa firmato con il Comune
11 settembre 2011 - Mariano Rotondo
Fonte: Roma

NAPOLI. La Provincia mette mano al portafogli per evitare una nuova crisi tra le strade del capoluogo e dell'hinterland e lo fa emanando un bando aperto alle ditte ed alle Amministrazioni italiane ed europee che dietro pagamento possano accettare i rifiuti trito-vagliati e la frazione umida stabilizzata prodotta all'interno degli Stir di Caivano, Giugliano e Tllfino. In sostanza, infatti, dalla società per lo smaltimento provinciale, la Sapna, è partita una richiesta di manifestazioni di interesse rivolta non solo alla Penisola ma anche a tutta l'Unione Europea per trovare impianti in cui sversare la quantità di immondizia trattata che il territorio partenopeo non è in grado di smaltire. Una necessità che nasce in maniera ancora più imponente dopo il veto alle ordinanze del governatore della Campania, Stefano Cal-doro, in qualche modo imposto dalla sentenza del Tar del Lazio che ha predisposto accertamenti tecnici negli invasi che dovranno essere compiuti dal Politecnico di Torino. In questo senso una decisione verrà presa soltanto 11 15 ottobre e fino ad allora non ci sarà l'istituzione temporanea di altri dispositivi extraprovinciali. L'ultimo giorno utile per inviare le richieste di partecipazione è domani, dopo di cui la Sapna valuterà le proposte ed emanerà la gara pubblica definitiva a cui si prenderà parte già nelle prossime settimane. L'obiettivo, insomma, è di garantire a tutto il territorio del Napoletano la possibilità di conferire il tritovagliato degli ex Cdr presso degli impianto che siano in grado di accogliere effettivamente quanto non è in grado di fare il ciclo di smaltimento che a Napoli, oltre ai tritovagliatori, può contare soltanto su due discariche, quella di Chiaiano, in buona parte delle sua parte residua posta sotto sequestro per un'inchiesta di infiltrazioni legate ai clan, e quella di Terzigno in cui però possono conferire soltanto i 18 Comune della zona rossa del Vesuvio. La sola scialuppa di salvataggio resta il trasferimento via mare in Olanda attraverso l'accordo chiuso con il Comune di Napoli. Ma da sola, l'intesa tra de Magistris e Cesaro non può essere sufficiente. Per fare delle nuove discariche comprensoriali, infatti, occorrono tre anni. Ci sono in questo senso da definire tantissime questioni, a partire dalle discariche che paiono già in procinto di dover nascere come quelle del Nolano e Casamarciano e di Caivano nell'hinterland a Nord del capoluogo. Cava Sari a Terzigno va verso l'ampliamento per continuare almeno a garantire lo svernamento per il Vesuviano, mentre vanno trovate soluzioni per il Giuglianese, l'area flegrea e soprattutto per la penisola sorrentina dove gli amministratori non intendono prendere in considerazione alcuna possibilità di realizzare siti consortili.

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